Foibe e il caso Lancione, Tiberii: oggi vergogna assoluta, Sindaco D’Alberto prenda le distanze

TERAMO – Vergogna! Da cittadino teramano,da italiano, da padre di una bambina di 13 anni, prima ancora che da consigliere capogruppo di Fratelli d’Italia stigmatizzo con la parola vergogna quello che e’ avvenuto in consiglio comunale oggi.

E’ stata scritta la piu’ brutta pagina della storia del consiglio comunale della citta’ di teramo ad opera del consigliere Lancione, di dichiarata fede comunista, il quale in spregio alle piu’ elementari regole di educazione e rispetto ha abbandonato l’aula consiliare lanciando sul tavolo della presidenza il badge di presenza dopo la richiesta di commemorare i martiri delle foibe con un minuto di silenzio ad inizio seduta.

Il tutto e’ avvenuto con il colpevole silenzio del Sindaco, della Giunta e dei consiglieri di maggioranza.

Anzi, al consigliere Fracassa che aveva evidenziato l’atto, dai banchi della giunta si e’ cercato di spiegarne l’atteggiamento come una presa di posizione dinanzi ad una sorta di propaganda elettorale del centro destra sulla tragedia delle foibe.

Sarebbe bastato dire: il consigliere Lancione ha sbagliato ed ha sbagliato tanto perche’ con il suo inopinato comportamento non ha mancato di rispetto solo all’assise civca del capoluogo ma e soprattutto a diverse migliaia di italiani trucidati nelle foibe ed ai circa 300.000 esuli dalmati, istriani e fiumani che per le milizie del maresciallo tito avevano la sola colpa di essere italiani.

Negli ultimi giorni con l’avvicinarsi della giornata del ricordo della tragedia delle foibe nella sinistra italiana-per fortuna non tutta- abbiamo assistito a deliranti affermazioni di personaggi che fanno del negazionismo la loro bandiera.

Evidentemente alla luce di quello che e’ successo oggi dobbiamo annoverare tra essi, purtroppo, il consigliere Lancione.

Nell’attesa delle scuse di lancione, aspettiamo anche da parte del Sindaco D’alberto, nonche’ dei gruppi consigliari di maggioranza, una netta presa di distanza da un gesto cosi’ disonorevole e di totale lontananza dalle parole del Presidente della Repubblica e delle maggiori cariche istituzionali dello stato sulla tragedia delle foibe identificata come “sciagura nazionale dimenticata”, cariche istituzionali che di certo non possono essere additate di adoperarsi in attivita’ di propaganda elettorale.

 

Il capogruppo di Fratelli d’Italia

Pasquale Tiberii

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