Calcio, dalla vera Curva Est del Teramo ancora un messaggio inequivocabile

TERAMO – Dalla mitica ed autentica Curva Est, ancora un messaggio chiaro, forte. Tornare ai loro posti, quando ci saranno i loro presupposti, equivale a prendere da subito le distanze anche da un’auspicata, da più parti, riapertura parziale degli stadi. Non sarebbe un giusto presupposto accedere in un impianto sportivo “condizionato” da questa o da quella restrizione, per quanto inevitabilmente obbligata.

In realtà l’assenza del pubblico e degli ultrà dagli stadi, sembra proprio che sia un problema che non riguardi la grande industria televisiva, che continua a negoziare i propri diritti, tra vecchi e nuovi.

E’ un calcio freddo, l’attuale, quasi astratto, sicuramente non per tutti e che non può registrare l’aria della passione, in particolar modo quella più vera ed autentica, quella di tifosi che talvolta pure debordano per il solo attaccamento ai colori sociali ed ai valori sportivi, atavici, della città che rappresentano.

Si dirà che siamo dinanzi ad idee e pensieri superati ma per chi, dal 1979 ad oggi, ritiene d’aver maturato precise convinzioni, quella Curva biancorossa è stata, e resterà per sempre, uno dei principali luoghi di aggregazione giovanile, che sogniamo di poter ritrovare, quanto prima.

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