FOTO e VIDEO | Primo Riccitelli, presentato il neo direttore artistico Nazzareno Carusi: il 21 luglio concerto nei Giardini della Provincia

TERAMO – Il maestro e pianista abruzzese Nazzareno Carusi è il nuovo direttore artistico della Società Primo Riccitelli per quanto concerne il settore “Musica”. Pianista originario di Celano, consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala di Milano, in queste settimane delegato ad interim della direzione artistica della Fondazione Orchestra Regionale Toscana di Firenze e già consigliere artistico del Concorso Pianistico Internazionale Busoni di Bolzano.

Carusi, la cui figura Riccardo Muti ha definito “di altissimo valore”, non fa mai mistero delle sue origini abruzzesi ed è così profondamente legato alla sua terra da essere stato nominato dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo “Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo, per gli alti meriti artistici e il lustro che ha dato alla sua terra”.

Quest’oggi è stato presentato nella sala consiliare della Provincia di Teramo alla presenza del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, del Presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e del Sindaco Gianguido D’Alberto.

La presentazione è stata moderata dalla Presidente della Riccitelli Alessandra Striglioni.

Una scelta coraggiosa come è stata definita da tutti e ovviamente di spessore. Il Presidente ha promesso l’arrivo di altri finanziamenti.

Il 21 luglio si terrà il concerto della ripartenza della Riccitelli: la notizia è stata data in anteprima dal neo direttore artistico Carusi. Un concerto di Alba Riccioni nei giardini provinciali “Marco Pannella”.

Nazzareno Carusi si racconta e racconta la sua Riccitelli alla città di Teramo

“L’Abruzzo è un giardino di cultura e la Riccitelli è uno dei suoi fiori. E come in un giardino ogni petalo, ogni pianta, ogni vialetto, ogni fontana concorre a disegnarne l’orizzonte; come in un’orchestra e in un coro ogni strumento e voce contribuisce all’armonia del tutto; così le istituzioni musicali e culturali che formano questo meraviglioso angolo ideale dell’Abruzzo, tendendosi la mano, accrescono la sua bellezza. Ringrazio dunque e saluto con amicizia il Presidente della Regione, il Sindaco della Città e il Presidente della Provincia di Teramo, i rappresentanti delle istituzioni, i direttori dei tre Conservatori e tutti i responsabili delle società musicali e culturali abruzzesi che hanno voluto essere qui oggi con noi, raccogliendo il mio invito personale. E ringrazio la Presidente, il Consiglio e il personale della “Riccitelli” per avermi concesso questo privilegio. Ognuno nella sua autonomia e nella pienezza della propria peculiarità, ma tutti concordi a rendere sempre più alto il bene e il bello d’Abruzzo. Insieme. E’ questo il messaggio che da Teramo, da tutti noi, arriva oggi alla vita culturale e civile della nostra terra”.

Questo il messaggio di Nazzareno Carusi, neodirettore artistico della Riccitelli per il settore Musica, nell’ambito dell’affollata conferenza stampa di presentazione appena conclusa nella quale non ha mancato di ringraziare e abbracciare il M° Maurizio Cocciolito, “che ha dato infinitamente a questa Società e a tutti noi”. Molti gli ospiti illustri presenti, dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio al presidente della Provincia di Teramo Diego di Bonaventura al Comune di Teramo rappresentato dal sindaco Gianguido D’Alberto e dagli assessori Andrea Core e Antonio Filipponi. Tantissimi anche gli esponenti del mondo della cultura abruzzese, intervenuti su invito personale del M° Carusi, un segno chiaro e indicativo della volontà di fare cultura e spettacolo senza barriere e confini. Inequivocabile e fortissimo il pensiero di Carusi: la musica dal vivo da riportare prepotentemente sulla scena mantenendo intatte le matrici identitarie delle persone e dei territori ma con spirito di collaborazione reciproca.

Parole potenti e nuove, che nascono dalla concretezza che solo dalla sostanza può essere generata, quella di un artista che, dopo aver lasciato alla storia capolavori di interpretazione pianistica, ha saputo tradurre il suo talento in politica culturale vera, senza infingimenti, quella di chi è abituato a individuare gli obiettivi e ha la forza e le capacità di realizzarli.

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