Scuola, in provincia di Teramo andranno in pensione 246 tra docenti ed Ata

TERAMO – In questi giorni molti docenti ed ATA sono impegnati a compilare le domande per i trasferimenti, sperando di poter avvicinarsi a casa. Per loro è importante sapere in quali scuole ci sono le disponibilità, in moda da fare una domanda che consenta di ottenere il risultato sperato.  Anche se esiste un vincolo pluriennale per coloro che sono passati di ruolo negli ultimi anni  o si sono riavvicinati alla sede richiesta, le domande di trasferimento in provincia saranno alcune centinaia.

Lo scorso anno scolastico in provincia di Teramo sono stati 227 i docenti e gli  ATA collocati in pensione. Per il prossimo anno scolastico 2021/21  i pensionati saranno 246 così distribuiti:

docenti d. s. ATA totale
171 3 72 246

 

Per quanto riguarda i docenti ecco la ripartizione per ordine di scuola:

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA I GRADO SECONDARIA II GRADO TOTALE
26 64 25 56 171

Non sono posti che verranno rimpiazzati dai precari o dai vincitori di concorsi. Il sistema di reclutamento è gravemente deficitario, anche per continui interventi legislativi. I concorsi banditi sono rimasti al palo. Da tempo sosteniamo  che la scuola deve liberarsi dalla precarietà (ricordiamo che oltre il 25% del personale che lavora nelle scuole della provincia è a tempo determinato). Occorre una programmazione di medio periodo che consenta di mantenere gli organici stabili e fare in modo che le scuole possano contare su docenti che portano avanti la progettazione educativa per realizzare un curricolo verticale in grado di dispiegare pienamente i suoi effetti. Ci vogliono organici stabili, pluriennali che non possono variare ogni anno per effetto dei tanti supplenti o per la riduzione del numero di alunni.

Un primo passo avanti è stato fatto con la conferma del numero di docenti per il prossimo anno scolastico a fronte di una riduzione di 587  alunni. Ora occorre farlo per gli organici del personale ATA. In questo modo si potranno dare le giuste risposte alle tante criticità emerse con la didattica a distanza  in tempi di pandemia.

L’amministrazione scolastica non sembra disponibile a garantire, alle scuole che lo hanno chiesto per la prima volta, il tempo pieno  alla primaria e il tempo prolungato alla secondaria di primo grado. Invece, ampliare il tempo scuola è il primo requisito per consentire di intervenire sulle difficoltà esistenti. Ed è anche il modo per tenere nella giusta considerazione le esigenze territoriali e garantire il diritto all’istruzione anche nelle realtà decentrate o nelle aree interne, oggetto di spopolamento ed anche di impoverimento formativo – FLC CGIL TERAMO

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