Giorno del Ricordo, il Sindaco D’Alberto rende omaggio alle vittime delle foibe

TERAMO – Il sindaco Gianguido D’Alberto, in occasione della Giornata del Ricordo, rende omaggio alle vittime delle foibe e agli esuli dei territori in cui si verificarono i drammatici eventi post-bellici.

“Una democrazia sana e matura deve far tesoro del passato, perché non ha paura della propria storia e anzi sa guardare ad essa con la forza della consapevolezza. Ciò che accadde in quelle terre di confine, a quelle persone, a quelle famiglie, è stato per troppo tempo dimenticato. Ora è il momento di rendere omaggio alle vittime di quella barbarie. Oggi più che mai, perché i crescenti nazionalismi che non sono estranei nemmeno alla nostra Italia (storicamente, invece, crogiolo di popoli) sì riaffermano con preoccupante vigore. È più che mai necessario quindi, combattere contro di essi, che nel tempo conducono all’isolamento, all’impoverimento economico e culturale e al disprezzo dei diritti umani”.

Per il Sindaco è felicemente fortunata la coincidenza della visita odierna del Presidente della Republica, in un giorno, appunto, che assume un significato così pregnante e universale ma anche così speciale per la storia della città di Teramo. Anche per questo D’Alberto ritiene appropriato ricordare il ruolo fondamentale dell’Unione Europea che, in virtù dei suoi stessi principi ispiratori, è esempio della valorizzazione delle differenze nella crescente e progressiva affermazione di prospettive e ideali in cui popoli e nazioni possono ritrovarsi.

Il Sindaco ricorda i valori espressi nella Costituzione a tutela delle minoranze etniche e sottolinea come nella Carta essi siano riaffermati con forza. E conclude: “Che non si faccia di questa Giornata un mero elenco di numeri, lo scandire freddo e banale di una contabilità drammatica, seppur necessaria per comprendere le dimensioni del fenomeno, perché dietro tali avvenimenti ci sono persone, storie, affetti, che vanno riaffermati e ricordati nella loro pienezza. E non avvertiamo questi fatti come lontani da noi.

Ci riguardano e volgiamo ad essi lo sguardo e l’attenzione. Il tempo della distrazione non è più accettabile; occorre invece il coinvolgimento ed è inevitabile la partecipazione; la memoria, appunto, con la maturità di una nazione che sa guardare agli eventi, ne sa leggere ragioni ed accadimenti e sa porsi di fronte ad essi con la forza, l’energia, lo spessore della democrazia”.

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