Vuolsi così colà dove si puote

Da 10 anni la terra non smette di tremare sotto i nostri piedi. Da 3 anni migliaia di teramani vivono da profughi fuori dalle loro case. Quelle case dichiarate inagibili, transennate, abbandonate in fretta per paura di altre scosse. Teramo non ha avuto crolli o vittime, ma ferite si, tante e ancora ben visibili. Nessuna cura, nessun cerotto, nessun rimedio. L’attesa si consuma da 3 anni senza nessuna risposta dalle istituzioni preposte. Dove sono le decisioni? Le delibere? Le determine? Le autorizzazioni ai lavori ancora da eseguire? E soprattutto dove sono i soldi per la ricostruzione?
Nessuno risponde. Nessuno parla.
Masterplan e progetti di quartiere. Che fine ha fatto il progetto di riqualificazione del quartiere Cona e lo smantellamento della centrale Enel? E la rimozione dell’altissimo camino della Fornace? Ma soprattutto che fine hanno fatto i soldi stanziati?
Niente, nessuna risposta.
Poi accade che si libera una poltrona alla Corte dei Conti dove la Regione PUO’ nominare qualcuno di fiducia. Non è un obbligo, solo una prerogativa, ma il compenso è di 200mila euro l’anno per 5 anni.
Ci credete? Non solo c’è il nome, ma anche la nomina, istantanea, immediata. Una decisione senza ostacoli, senza obiezioni, senza procedure annose. Un nome, una firma e il gioco è fatto.
Che differenza tra questa decisione e le altre, vero?
“vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare” Dante, Divina Commedia -Inf. III 95-96-

 

M.C.

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