PESCARA – Cancellare le modifiche introdotte all’articolo 10 del cosiddetto “Decreto Crescita”, che scaricano sulle piccole imprese gli oneri di ristrutturazioni edilizie ed efficientamenti termici, a tutto vantaggio dei grandi colossi finanziari. E’ la richiesta delle imprese associate a CNA Installatori e Impianti e CNA Produzione, che dopodomani, venerdì, si riuniranno a Pescara in assemblea con i loro dirigenti nazionali Guido Pesaro e Alessandro Battaglia, per un confronto con i parlamentari abruzzesi. Un appuntamento, quello in programma alle 17.30 all’auditorium Petruzzi di via delle Caserme, cui ha già assicurato la propria presenza un folto drappello di esponenti politici abruzzesi: il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, il pentastellato Gianluca Castaldi; Antonio Martino di Forza Italia; Luciano D’Alfonso del Pd; Camillo D’Alessandro di Italia Viva.

La CNA è da mesi impegnata in una battaglia frontale per far modificare l’articolo 10 del Decreto (in questo senso è già stato consegnato alle forze politiche il testo di uno specifico emendamento) che, prevedendo l’opzione per i clienti di uno sconto in fattura da parte delle imprese che eseguono i lavori, ha l’effetto di scaricare completamente sulle imprese stesse l’onere finanziario che deriva dal costo dell’intervento: una norma, protesta dunque la confederazione artigiana, che confonde gli sconti con le detrazioni, tramite un complesso dispositivo che mette le imprese impiantistiche, dei serramenti e degli infissi in aperto conflitto, forse creato ad arte, con i propri clienti e i propri fornitori. A tutto vantaggio dei grandi colossi finanziari, in grado di presentarsi sul mercato con requisiti: da qui la richiesta agli esponenti politici di modificare la norma contestata.

A detta della CNA, insomma, «la possibilità concessa ai beneficiari di trasformare le detrazioni per riqualificazione energetica ed antisismica in contributo – riconosciuto sotto forma di sconto sul corrispettivo della prestazione – determina una forte discriminazione per le imprese di minori dimensioni». «Vale la pena sottolineare come tra il 2016 e il 2017 – conclude la confederazione artigiana – spesa di famiglie ed imprese per la riqualificazione energetica degli edifici si è attestata attorno ai 340 milioni di euro. Un risultato importante, da mettere in relazione alle detrazioni fiscali concesse dalla manovra 2013 e in seguito prorogate».