ROSETO DEGLI ABRUZZI – “I Carabinieri-Forestali, a cui si era rivolta la Stazione Ornitologica Abruzzese, hanno accertato difformità nelle opere in corso di realizzazione per la costruzione di una centrale idroelettrica sul fiume Vomano”. Così una nota della SOA che continua “Secondo quanto riportato in un atto della regione nella lettera dei Carabinieri-Forestali del 29 giugno si legge che ‘a seguito di verifiche svolte in relazione agli esposti della S.O.A. […..] sono state riscontrate difformità localizzative e dimensionali, rispetto al progetto inizialmente autorizzato’. Il documento è il nuovo giudizio del Comitato VIA della Regione Abruzzo, del 6 luglio, in cui la Regione diffida la ditta a rimuovere solo una delle tante difformità segnalate dalla SOA. Per le altre criticità, a mesi dalle segnalazioni e nonostante la lettera dei Carabinieri-Forestali, la regione è totalmente inadempiente circa i suoi obblighi di verifica e intervento”.

“La regione, tra l’altro, è stata ‘costretta’ a questo nuovo pronunciamento da una diffida dell’Avvocato della SOA Michele Pezone che aveva pesantemente contestato lo sviamento del procedimento relativo alle segnalazioni dell’associazione in cui fin dal 17 febbraio erano state evidenziate plurime irregolarità. La Regione – sostiene SOA – invece di dare seguito a tali segnalazioni, nel precedente giudizio VIA del 15giugno, aveva infatti creato una sorta di ‘chimera amministrativa’ con altro procedimento nel frattempo avviato dalla ditta stessa per correggere altri ‘refusi’ che nulla avevano a che fare con le difformità analiticamente contestate dalla SOA negli esposti del 17 febbraio e del 18 maggio. Quindi il Comitato VIA con il parere di lunedì ha fatto un ulteriore, piccolo e del tutto insufficiente passo, diffidando la ditta su un unico punto e chiedendo ai Carabinieri Forestali informazioni sulle ulteriori difformità rilevate. In realtà gli uffici della Regione e il Comitato VIA in base a quanto disposto dagli artt.28 e 29 del Testo Unico dell’Ambiente sono obbligati a verificare l’ottemperanza alle prescrizioni e le eventuali difformità rispetto ai progetti approvati, al di là se siano reati o meno, e ad applicare quanto disposto dalla legge, dalla diffida al ritiro dell’autorizzazione, anche attraverso il fermo del cantiere”.

“Incredibilmente, negli atti della regione, nonostante siano passati sei mesi dalla prima puntuale segnalazione, con tanto di riprese aeree, non vi è alcuna istruttoria circa le molteplici questioni segnalate, dall’ampliamento dell’area di cantiere, al cronoprogramma delle attività fino al posizionamento delle opere. La regione si è limitata, solo perchè costretta, a fare una diffida su una sola delle difformità. E tutte le altre? Nostro malgrado – conclude la nota SOA – saremo quindi costretti a segnalare alla Magistratura il comportamento della Regione affinché valuti l’operato dei vari funzionari coinvolti, chiedendo al contempo provvedimenti cautelari diretti che la regione sta omettendo di mettere in campo per la tutela del fiume Vomano”.