Asl Teramo, in 60 lasceranno per Quota 100: con la Regione sarà istituito un comitato permanente

Saranno 180 i pensionati Asl in tutto il 2019, cui bisogna aggiungerci i 60 che lasceranno il proprio lavoro per Quota 100.  Sono i dati emersi nel Seminario di Studi sulla mancanza di Medici nel Servizio Sanitario Nazionale e sui possibili effetti dei pensionamenti a “quota 100”, organizzato nel pomeriggio di oggi dalla ASL di Teramo, in collaborazione della FIASO (Federazione Italiana della Aziende Sanitarie e Ospedaliere).

Un incontro particolarmente stimolante e molto partecipato nel quale è stata presentata una recentissima ricerca della FIASO che fa il punto sugli scenari futuri di una Sanità pubblica che, già da qualche anno, con il blocco del turn-over, la riduzione delle Unità Operative, l’adeguamento degli orari dei medici alla normativa comunitaria, è in carenza di personale sanitario.
Una carenza che si inserisce, peraltro, in un contesto di marcato invecchiamento degli organici aziendali che potrebbe essere decisamente aggravato dagli effetti della pensione a quota 100.

Ha aperto i lavori il Direttore Generale Avv. Roberto Fagnano rappresentando un quadro puntuale sul fabbisogno di personale, stante il fenomeno di grave carenza di personale e la carenza di medici specialisti con l’ulteriore impatto dei pensionamenti a “Quota 100” e del blocco del turn over. In questi ultimi anni le Aziende Sanitarie sono state chiamate a trovare soluzioni organizzative per rispondere ai cambiamenti in corso del contesto economico, politico e demografico, nel rispetto delle indicazioni e della normativa Nazionale e Regionale nell’ambito della gestione delle risorse umane e dell’offerta delle cure. Un appello alla responsabilità etica e alla valorizzazione della formazione universitaria arriva nel saluto del Vescovo di Teramo Mons. Lorenzo Leuzzi.

Il Direttore Generale FIASO Dr. Nicola Pinelli ha presentato lo studio FIASO: dal fabbisogno specialistico del personale SSN allo sviluppo organizzativo delle competenze, che stima in 54.000 i medici che usciranno dal SSN entro il 2022. Non tutto il personale medico perso dal sistema sarà reintegrato, perché frutto delle riorganizzazioni della offerta sanitaria con la necessità di adeguarsi al parametro dei 3 posti letto per 1000 abitanti. Fiaso dopo il laboratorio sul benessere organizzativo sulla gestione delle risorse umane, esamina i possibili rimedi e formula proposte da mettere a disposizione delle istituzioni per la tenuta del Sistema, il SSN non riuscirà a mantenere gli attuali livelli di servizio se le attuali condizioni di contesto restano invariate: Organizzazione dei servizi – Mix di competenze fra Professioni Sanitarie e sul rapporto infermieri /Medici in linea con l’OCSE – Regole di assunzione di personale – Condizioni Contrattuali – Sistema delle specialità – riduzione della disomogeneità dell’offerta.

La formazione universitaria dei futuri medici e le scuole di specializzazione, il Prof. Eugenio Gaudio Rettore Univ. La Sapienza, ha evidenziato il problema della programmazione formativa come un problema storicamente noto e annunciato già negli ultimi 10 anni. Tanti giovani su cui abbiamo investito sono oggi costretti a fuggire in quei Paesi per via dell’imbuto formativo e proprio lì iniziano a lavorare e formarsi, giustamente valorizzati e retribuiti, come i loro colleghi stranieri, una riflessione va fatta sulle borse di studio a favore della formazione dei giovani medici nell’ambito della medicina generale e delle specializzazioni.
Il Dr. Michele Caporossi DG AO universitaria Ospedali Riuniti di AN. Interviene sulla necessaria revisione del ruolo del Mmg, sulla riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera, sul taglio dei doppioni dell’offerta. Un investimento strategico sulla comunicazione e sulla promozione dei centri di eccellenza, ha comportato la conseguente mobilità attiva dei pazienti. Un management innovativo, deve investire sulla formazione specialistica accademica con master in infermieristica di famiglia per rispondere alla nuova domanda della cronicità e della fragilità.
Prosegue il DG AUSL Pescara Dr. Armando Mancini, sulla inderogabile necessità degli ospedali del Sud di tornare a bandire concorsi per assumere personale, finora privo di prospettive al Mezzogiorno e di valutare il reimpiego di personale collocato in pensione.
Il Dr. Cosimo Napoletano componente del Comitato Centrale FNOMCEO, interviene con la premessa di non cadere nella retorica del provincialismo, evidenzia il ruolo del privato più competitivo oggi anche per i giovani medici, anche l’ente ordinistico chiede una maggiore attenzione per i medici, la proposta di valorizzare la formazione dei giovani medici con l’affiancamento dei medici senior. La speranza è che non muoia il sogno del SSN, coprire il fabbisogno con la programmazione di sistema.
Il Dr. Franco Gianfelice segretario Regionale ANAO ribadisce che assumere i pensionati non è la soluzione che può rientrare nella politica di programmazione sanitaria regionale.
La Dr.ssa Rossella Di Marzio responsabile della UOC Gestione del personale, ha illustrato le fasi orientate alla individuazione dei relativi fabbisogni e i tempi tecnici per l’espletamento delle procedure concorsuali.
La posizione della Direzione delle Professioni Sanitarie, è stata riportata da uno dei due dirigenti, Dr. Giovanni Muttillo ha evidenziato come le carenze di personale del SSN negli ultimi dieci anni, soprattutto nell’area del “Comparto” restano un fenomeno grave che impatta sulla salute dei cittadini, sulla sicurezza delle prestazioni erogate e non mette in condizione i professionisti di esercitare appieno il proprio ruolo. Oltre alla letteratura scientifica, anche i dati OCSE evidenzia come 1 infermiere ogni 6 pazienti possa abbattere del 20% la mortalità, oggi anche con la Quota 100 rischiamo di passare a 1 infermiere per 18 pazienti. In Abruzzo tra pensionamenti ordinari e quota 100 si registra una carenza di personali infermieristico di circa 2500 unità, pertanto urgono iniziative efficaci a livello regionale, sbloccando il turn over con assunzioni a tempo indeterminato. Per garantire la sostenibilità del sistema salute e lo sviluppo delle competenze, la Direzione continua il suo impegno nell’innovazione dei modelli organizzativi come potenziamento del Nucleo Assistenziale di Integrazione Ospedale Territorio NAIOT per la tempestiva presa in carico del paziente in condizione di cronicità e di fragilità con la dimissione protetta gestita dall’Infermiere Case Manager. L’auspicio è che il Governo possa intervenire sulla spesa del personale per superare il limite di spesa sostenuta nel 2004 ridotta dell’ulteriore 1,4%. Ci rendiamo disponibili a lavorare con la nuova Giunta Regionale per potenziare insieme l’assistenza domiciliare con l’infermiere di Famiglia e gli ambulatori infermieristici.
Il Dr. Maurizio Di Giosia Direttore Amministrativo ha evidenziato l’impegno aziendale strategico di favorire le politiche del personale come obiettivo imprescindibile di mantenere i parametri previsti dalla legislazione vigente e di completare i processi di assunzione del personale.
Chiude i lavori neo Assessore Dr.ssa Nicoletta Verí, ringrazia il Vescovo come supervisione della tutela della salute di noi cittadini e al Direttore Generale per aver organizzato questo seminario di grande attualità. Riferisce di essere appena rientrata dal tavolo tecnico svoltosi a Roma, in un clima costruttivo assolutamente positivo. Sta a noi proporre un’ipotesi di riordino per condividere il nuovo Piano Regionale, condiviso con il territorio, con i professionisti, e i cittadini i portatori di interessi. Siamo una Regione sulla quale ricadono grandi attenzioni nazionali come modello di riferimento, che esce dal Commissariamento per passare nel piano di rientro. Siamo sempre attenzionati, siamo impegnati nel far rientrare la mobilità passiva. Abbiamo adottato provvedimenti, dato lo stralcio di firmare le richieste di assunzione per le professioni sanitarie. Anche nella nostra regione potremmo avere ancora più possibilità di assumere. Altra ipotesi in corso di valutazione sul perché non creiamo con una Delibera che possa valorizzare anche i professionisti che sono già in pensione, per particolari esigenze di affiancamento e tutoraggio nelle cure. Sono delle ipotesi, per quanto riguarda le nuove specializzazioni valutiamo la fattibilità di un tavolo confronto concreto anche con le università. Valutare ed adeguare anche la formazione e i curricula dei professionisti non comunitari può essere un’ipotesi per assumere nuove professionalità. Lavorerò con strumenti tecnici e organizzativi, sui punti critici, nel rispetto della orografia della nostra regione. Quindi soluzioni rapide ed efficaci anche con un tavolo Regionale per assicurare i livelli essenziali di assistenza uniformare sul nostro territorio.

Molte, le possibili soluzioni alternative che, nel breve periodo, potrebbero garantire la possibilità di affrontare la carenza di personale sanitario: dall’implementazione di modelli organizzativi che valorizzino i processi, la multidisciplinarietà e l’integrazione professionale, al perfezionamento nell’utilizzo di tecnologie di ultima generazione a supporto delle attività proprie dei servizi sanitari, fino allo sviluppo e alla redistribuzione di competenze già esistenti nel sistema, attraverso specifici interventi normativi.

La conclusione del dibattito è stata curata dal neo Assessore Regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, che ha promesso tutto il suo impegno, non solo politico ma anche tecnico, per consentire alle ASL regionali di lavorare nelle migliori condizioni possibili. L’Assessore, che proprio per colmare alcune gravi carenze di personale medico, ha già concesso delle assunzioni a stralcio alle singole ASL, ha anche annunciato un tavolo regionale permanente che, grazie ad una comunicazione costante e strutturata tra le quattro Aziende Sanitarie e l’Assessorato, possa condurre le ASL a modelli organizzativi maggiormente uniformi tra loro, che sicuramente garantiranno una maggiore efficienza ed efficacia del Servizio Sanitario Regionale.

 

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