PESCARA – “Continuano incessanti le notizie relative a spaccio di droga e criminalità nella città di Pescara, anche oggi aprendo il giornale la situazione si presenta drammatica. Ed è di soli pochi giorni fa la notizia apparsa su alcune testate locali relativa a una maxi inchiesta che confermerebbe la presenza della ndrangheta a Pescara, aggiungendo nel registro degli imputati ben 40 persone. Le indagini, sia per l’ultimo omicidio in ordine di tempo, sia per le grandi piazze di spaccio pescaresi, sembrano stiano disegnando una mappa di macrocriminalità organizzata ben radicata nel nostro territorio. Non solo a Pescara, dove il tribunale detiene i carteggi per il maxi processo con oltre 100 imputanti,  ma in tutta la regione. Armi e droga sarebbero al centro di un affare milionario che tesse le trame proprio nel nostro tessuto commerciale e sociale. Inchieste che si intrecciano e mettono in luce una rete fittissima di legami, relazioni e crimini dove sono coinvolti tanto italiani quanto stranieri e che investono imprenditori locali e pluripregiudicati.
E’ chiaro che alla luce di tutto questo, considerando anche il degrado sociale che porta ad azioni di microcriminalità, che con grande probabilità avranno legami stretti con il macro cerchio che attanaglia la regione, il quadro che ne esce è allarmante” ad affermarlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari da sempre impegnato in battaglie di legalità che continua “Non possono essere commessi errori di nessun tipo. Ringrazio di cuore la Direzione distrettuale Antimafia dell’Aquila, la direzione investigativa anti mafia e la Magistratura tutta, che stanno facendo una grande operazione verità, ma la politica non deve essere da meno. Serve una risposta ferma, chiara e decisa che guardi alla legalità e che dia ai cittadini abruzzesi la consapevolezza che per quanto le trame della criminalità organizzata si allarghino c’è un compatto e imponente fronte di legalità che lo contrasta. Per questo, a ogni grado istituzionale, è fondamentale fornire tutti gli strumenti necessari a chi combatte in prima linea, sia chi lo fa sulle strade come le forze dell’ordine, l’esercito e la polizia locale; sia a chi lo fa dai tribunali, dalle procure e dagli organi preposti al controllo.  Allo stesso tempo ritengo indispensabile un’azione sociale che metta i cittadini al centro e sensibilizzi le persone al concetto di denuncia e al ripudio dell’omertà, di cui la criminalità organizzata si nutre per crescere incontrollata. E’ un lavoro lungo e importante, ma indispensabile. Ndrangheta, Camorra, Mafia, e Sacra Corona Unita non sono realtà contemplate dalla nostra quotidianità, ma credo non sia più possibile pensare che non siano presenti anche nelle nostre città. Dobbiamo essere pronti”. Conclude.