La dura legge dello sport… dei poveri. C’è spazio per l’handball?

Palascapriano

All’epoca del fulgore della pallacanestro, quando la grande squadra biancorossa dell’epoca scoprì di avere un pubblico fantastico e competente, quando non si tifava Teramo Basket soltanto per amore, ma anche per fare “passerella” (per i maligni, soprattutto), l’allora amministrazione comunale, con un impegno ed una celerità da records mondiali, consegnò di fatto, a quella società, il Palasport di Scapriano.

Non era la sola forza prorompente dello sport, ma anche quella di sponsorizzazioni milionarie, proprio mentre il calcio, per poche centinaia di migliaia di euro, spariva dalla circolazione nel disinteresse di moltissimi.

L’handball, in quegli anni, era anch’essa ai massimi livelli e provò ad alzare la voce per rivendicare, giustamente, i propri diritti: “Se ci private del Palasport, che ne sarà di noi?“. Fu risposto che gli ammodernamenti del Palascapriano non ne avrebbero pregiudicato le attività e che le nuove strutture interne all’impianto, che stavano sorgendo, sarebbero state rimovibili in poche ore.

Falso.

La pallamano fu privata dell’impianto, ed ancora oggi ci chiediamo se la decadenza qualitativa che ne seguì gradualmente, abbia avuto attinenze con quei fatti…

Ma siamo ad oggi.

Fa davvero sorridere pensare che l’attuale processo sia esattamente opposto, perché il Tasp, giustamente, ripartirà dall’Acquaviva, che nel frattempo era diventato il fortino dell’handball… La neo società cadetta della città, sia chiaro, gestisce legittimamente l’impianto da due anni e, potenzialmente, potrebbe farlo per altri 18!

E la pallamano che nel frattempo è emigrata qua e là, con gare non disputate anche per… pioggia?

Bene ha fatto il consigliere federale, teramano doc, Fabrizio Quaranta, a porsi l’interrogativo: noi lo rilanciamo semplicemente, attendendo di avere risposta dall’Amministrazione Comunale di Teramo.

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