SILVI – A 16 anni dalla istituzione del “Giorno del ricordo” delle oltre 20.000 vittime delle foibe, con la legge 92 promulgata dal presidente Ciampi nel marzo del 2004, a Silvi si sta pensando a una iniziativa pubblica che renda memoria del martirio di così tanti italiani rimasto per oltre 50 anni.

“D’accordo con il presidente del Consiglio comunale Antonio Gambacorta – ha comunicato il sindaco Andrea Scordella – abbiamo intenzione di proporre al Consiglio l’individuazione di una piazza o, in alternativa, di una via da intitolare alle vittime che perirono in condizioni atroci nelle Foibe e alle sofferenze di quanti furono costretti ad abbandonare per sempre le loro case in Istria e in Dalmazia. Il presidente Ciampi ribadì, nella dichiarazione che accompagnò la firma della legge 92/2004, che quei drammatici avvenimenti formano parte integrante della nostra vicenda nazionale che devono essere radicati nella nostra memoria; ricordati e spiegati alle nuove generazioni. Tanta efferatezza, disse Ciampi, fu la tragica conseguenza delle ideologie nazionalistiche e razziste propagate dai regimi dittatoriali responsabili del secondo conflitto mondiale e dei drammi che ne seguirono.

Si è fatto un gran parlare – ha lamentato il sindaco Scordella – di un’Italia riconciliata nel nome della democrazia, che si è lasciata alle spalle odi e rancori, ma solo qualche giorno fa abbiamo assistito ancora a incredibili atti di discriminazione verso le vittime delle foibe da parte di rappresentanti nazionali dell’Associazione partigiani d’Italia che per il loro ruolo e le loro cariche, dovrebbero essere i testimoni e i paladini di questi principi fondamentali della convivenza civile e del rispetto della storia. La proposta che andremo a fare in consiglio comunale – ha specificato il sindaco Scordella – non è un atto di protesta nei confronti di chi si ostina a classificare i martiri della guerra, dell’ingiustizia, dell’odio razziale e dei regimi dittatoriali in martiri di serie A e altri di serie C. E’, viceversa, un atto di rispetto e il riconoscimento a essere ricordate per tutte quelle vittime, senza distinzioni di razza e di ideologia politica. I partigiani – ha concluso il sindaco Scordella – hanno avuto giustamente riconosciuti tutti i loro meriti, ma erano equiparabili a soldati che combattevano per una giusta causa con le armi in pugno. Le vittime delle foibe, invece, sono state condannate a una morte orrenda solo perché italiani, senza che si potessero difendere, anche perché moltissimi di loro erano donne e bambini”.