FOTO e VIDEO | D’Alberto in visita agli sfollati degli Hotel: scadenza per accedere al Cas del 17 febbraio incombe

TERAMO – Questa mattina il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto è in visita alle strutture ricettive che ospitano i cittadini terremotati del Capoluogo per fare il punto sull’ordinanza n. 614 del 12 novembre 2019, in merito alle modalità, alle forme e ai tempi di uscita dalle strutture da parte dei nuclei familiari ad oggi ivi alloggiati. La scadenza del 17 febbraio incombe e il Primo cittadino aveva già scritto al Commissario Straordinario uscente Farabollini per definire meglio le tempistiche di uscita. Chi non presenta domanda entro il 17 febbraio non accederà al Contributo di autonoma sistemazione? Il Sindaco di Teramo ha chiesto una interpretazione della stessa ordinanza. La scadenza ultima di uscita dagli alberghi dovrebbe essere il 30 di Aprile.

Nota stampa del Comune di Teramo

Nella mattinata odierna, il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, si è recato in visita presso le strutture ricettive che ospitano gli sfollati post- sisma 2016/17. L’obiettivo della visita è stato di definire, considerati i tempi ristretti, l’applicazione dell’Ordinanza 614 del 12 novembre 2019, a seguito della quale tutti i terremotati devono rilasciare una dichiarazione che consente loro la prosecuzione dell’ottenimento delle forme assistenziali, siano esse legate all’ospitalità nelle strutture ricettive o connesse al Contributo di Autonoma Sistemazione. “Si tratta di una fase delicata – sostiene il Sindaco – in cui l’obiettivo dell’amministrazione comunale è di consentire ai cittadini di effettuare una scelta consapevole, entro il prossimo 17 Febbraio”. Per chi percepisce il CAS, la data di scadenza entro cui effettuare la dichiarazione è posticipata di 30 giorni, ovvero a marzo.

E’ bene ricordare che l’Ordinanza in questione assume valenza tesa ad evitare che le persone continuino a risiedere in strutture ricettive, anche in ragione del fatto che la loro permanenza rappresenta un costo elevato per il Governo il quale, continuando ad assicurare forme assistenziali quali appunto il CAS, si pone comunque l’obiettivo prioritario di far uscire le persone dalle strutture. “In questa fase – prosegue D’Alberto – coloro che hanno registrato inagibilità con esito ‘E’ e che abbiano partecipato al bando, sono in attesa di ottenere gli alloggi di nuova costruzione messi a disposizione dalla Protezione Civile regionale, destinati ad accogliere circa 80 famiglie dell’intero territorio comunale”. Con una nota inviata ieri al Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, il Sindaco D’Alberto ha fornito una interpretazione estensiva dell’Ordinanza, comunicando le casistiche che insistono nel Comune di Teramo, in ottemperanza alle procedure in atto di consegna degli alloggi nonché in ossequio alle richieste con le quali si evince una attestata impossibilità di alcune famiglie di lasciare immediatamente le strutture ricettive. Nella stessa nota viene comunque indicato come termine ultimo entro cui lasciare le strutture il 30 Aprile, considerato idoneo per consentire alle famiglie di organizzarsi e trovare strutture alternative mediante l’ottenimento del CAS; un tempo, inoltre, che consentirebbe alle stesse strutture ricettive di potersi organizzare in vista della prossima stagione estiva. “Sono soddisfatto della continua interlocuzione che abbiamo con tutti i dipartimenti interessati alla vicenda del sisma -conclude il Sindaco – che ogni qualvolta vengono presentate istanze, riservano la massima attenzione, con l’obiettivo di tutelare, oggi più che mai, una popolazione che da più di tre anni, ancora non riesce a vedere uno spiraglio di luce, in termini di ricostruzione. La giornata odierna, vuole essere anche una testimonianza del fatto che gli sfollati possono sempre far affidamento su una amministrazione che non li lascerà soli mai e che continua quotidianamente a far sentire la propria voce a livello nazionale con l’obiettivo unico di poter ridare la giuste speranze a chi da troppo tempo le ha perse, mediante l’accelerazione del processo di ricostruzione”.

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