TERAMO – Entrò nel mio studio un signore assai distinto, ben vestito, altro e magro. Sembrava un figurino. Si presentò: sono Franco Tamburro. Mi consegnò un biglietto da visita e due fotografie. Capii subito chi era, perché avevo parlato di lui nel mio primo libro sul calcio teramano, che era uscito da poco. Quindi era il 1982.

Feci un rapido calcolo: il distinto signore davanti a me aveva 67 anni. Ne aveva 18 quando aveva esordito nella Gran Sasso Teramo, il 21 dicembre 1933, all’Aquila contro la seconda formazione aquilana nel campionato di Seconda Divisione Abruzzese. Proprio quell’anno la Gran Sasso era risorta, presieduta dal cav Aldo Villani, con Mario Piselli sulla panchina. Tamburro si era messo in evidenza come centravanti nella formazione del convitto nazionale, segnando reti su reti nei tornei interscolastici e i dirigenti della Gran Sasso non potevano farselo sfuggire.

Il suo primo goal lo segnò al 12’ del primo tempo in casa contro la seconda squadra del Pescara, battuto alla quinta del girone di andata, domenica 28 gennaio 1934. Ma al 15’ della ripresa ne segnò un altro, e fu il terzo del 3-1 finale. In quella stagione Franco Tamburro giocò complessivamente 9 partite e segnò 5 reti. Nella stagione successiva 1934-35, sempre in Seconda Divisione Abruzzese, disputò 18 partite segnò 6 reti e nella stagione 1936-37 in Prima Divisione Abruzzese giocò 8 partite e non segnò nessuna rete.

Era un bel centravanti, chi lo aveva visto giocare diceva che era un fortissimo realizzatore. Mi complimentai con lui e ne fu felice, ma si lamentò, mi disse che nel mio libro non erano riportate tutte le sue reti. Mi disse che avevo parlato del campionato dell’ULIC (competitiva con la FIGC, poi scomparsa) del 1933, ma non avevo riportato i dati esatti. Gli feci notare che nel libro avevo scritto che avevo faticato a trovare risultati, tabellini e reti di quella stagione. Mi fornì dei dati e mi mostrò dei ritagli di giornale, mi disse che non aveva comperato il mio libro ma che lo avrebbe comperato se lo avessi ristampato mettendoci i dati sulle sue presenze e sulle sue reti. Gli dissi che era difficile che lo avrei ristampato molto presto. Mi rispose che avrebbe aspettato, quando sarebbe uscito lo avrebbe comprato. Credo inutile far presente che non lo ristampai mai e solo recentemente sta nascendo l’idea di rifarne una seconda edizione, essendo nel frattempo diventata introvabile quella antica prima edizione del 1982.

Nel frattempo, Tamburro sarà certamente morto, senza aver mai comperato il mio libro e senza mai vedere stampate le sue presenze e le sue reti di quel campionato uliciano (dell’ULIC del 1933). Ma nel corso del tempo ho dato una scorsa a quei suoi ritagli di giornali. In uno si legge che nella partita Teramo-Nereto giocata domenica 12 marzo 1933 e finita 10-0 Tamburro, centravanti, aveva segnato quattro reti. In un altro ritaglio si legge che nella partita Teramo-Bisenti 4-0, giocata domenica 11 aprile 1933 Tamburro aveva segnato due reti. In un altro ritaglio si leggeva che nella partita Teramo-Silvi, disputata domenica 26 marzo 1933 e finita 7-0, Tamburro aveva segnato tre reti. Ci poteva stare. Se avessi fatto una seconda edizione del libro, avrei messo questi dati. Ma un altro ritaglio mi insospettì e ancora mi insospettisce: vi si leggeva e vi si legge che Tamburro in quel campionato uliciano del 1933 aveva realizzato 37 reti. Incredibile. Come crederci?

I conti dei goal segnati dal Teramo non ridavano con il numero di reti attribuite a Tamburro. Ho ancora con me le foto che mi lasciò in quel giorno del 1982: sono le foto di due squadre di cui fa parte Franco Tamburro. In una c’è scritta la data: Teramo, 18 aprile 1937. E’ la squadra schierata in campo prima della partita Interamnia-L’Aquila II finita 2-2. Sempre nel retro della foto in rosso ci sono i nomi dei giocatori così come me li dettò lui. Anche nell’altra foto c’è la data: 9 maggio 1937, è la formazione schierata in campo prima della partita Interamnia-Castrum finita 0-0. Ma Tamburro scrive sul retro della foto. “Teramo-Giulianova”. Per lui l’Interamnia era il Teramo e la Castrum era il Giulianova. Ma in questa seconda foto c’è qualcosa in più: un appunto scritto di proprio pugno da Franco Tamburro. Dice: “L’ultima mia partita, il 26 giugno 1937 entrai in banca”.

Quella sua presunta ultima partita venne giocata alla terza giornata di ritorno, alla quarta l’Interamnia riposò e alla quinta nella formazione dell’Intermania che giocò a Popoli contro la Sime figurava ancora Tamburro, non come centravanti, ma come ala sinistra. Questa era stata la sua ultima partita nel Teramo, non quella con il Giulianova. Quindi si era sbagliato. La memoria lo aveva tradito. Come credergli quando insisteva nel dire che nel campionato uliciano del 1933 aveva segnato 37 reti, anche se lo si leggeva su un ritaglio di giornale? Non poteva essere un errore di stampa? Ancora oggi non ho la certezza se Franco Tamburro, eccezionale centravanti e poi distinto ragioniere impiegato di banca, abbia segnato complessivamente in una squadra teramana 11 reti o 48. La differenza non è poca. Ricordo che ci lasciammo con una stretta di mano e con la promessa che lo avrei avvisato (mi aveva dato il suo biglietto da visita con il suo indirizzo di Pescara) se avessi ristampato il libro.

Non lo avvisai mai perché non lo ristampai mai e ora che forse lo ristamperò non potrò avvisarlo, ma penso che, anche se potessi, sarei costretto a dirgli che i suoi presunti o pretesi 37 goal del campionato uliciano del 1933, senza più precise documentazioni, non glieli attribuirei.

Ciao Franco Tamburro, bomber distinto… come un impiegato di banca.