Il calcio, l’ambita serie B e la “gaffe” evitabile dell’incolpevole Tedino

Bruno Tedino: “Vorrei proprio sapere chi ha parlato di prime tre posizioni, quest’anno, per il Teramo“. Assolto con formula piena.

Lui non era ancora stato contattato dalla società di Franco Iachini, quando, in un’intervista alla collega Dorotea Mazzetta, quello che sarebbe poi diventato il Presidente, asseriva: “Voglio minimo la serie B ed in tempi rapidissimi, senza porre limiti alla provvidenza. Se mi impegno, voglio sempre il massimo e non indietreggio: se non se sarò capace mi farò da parte, ma intanto la tifoseria mi sostenga per andare in B subito, poi vedremo“. Adesso, il mister, sa.

In un’estate nella quale ci siamo sentiti padroni del mondo, gli “errori di gioventù calcistica” vanno compresi e giustificati, perché il calcio, lo si sa, non è una scienza esatta e non è sufficiente intervenire in maniera molto importante per vincere da subito… Questo non implica che il Teramo non possa trovare l’ambita “quadra”, per giocarsi tutto nei play-off, ma che sia necessario fare chiarezza nel proprio interno, questo sì. Fosse stata fatta, Tedino non avrebbe rilasciato quel tipo di intervista.

Va invece sottolineato che, nessuno tra i presenti, me compreso, abbia inteso incalzarlo: non era giusto, nè opportuno, in un pre-partita che presenta oggettive difficoltà, anche di formazione. Questa stagione, comunque, nacque da quelle dichiarazioni del Presidente, dalle aspettative che inevitabilmente si crearono, dalla bonifica conseguente e dalla voglia di cambiamento assoluta che c’era in città.

Oggi, in realtà, qualche mugugno nel mondo “pallonaro” (forse esagerato – ndr), traspare, ma il quanto di buono (non poco – ndr) già realizzato da Franco Iachini, non dev’essere discusso, anche da coloro che non dimenticano che la serie C era già nostra, ancor prima della bonifica, ancor prima del “nuovo aziendale”, e da molti anni…

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