TERAMO – Illustrato nei dettagli il progetto relativo alla realizzazione dell’impianto di biodigestione anaerobica per il trattamento dell’organico (umido e verde) a Carapollo. L’intervento, finanziato per 28.104.478 euro a valere sulla misura 2, componente 1, linea di intervento 1.1 del PNRR, risponde alla volontà del Comune di Teramo di avviare, attraverso la TeAm, “un percorso di trasformazione che vedrà nel centro di Carapollo il fulcro della nuova politica ambientale e della sostenibilità, destinata a lanciare Teramo capoluogo come riferimento e collante del futuro ‘green’ dell’intero territorio“, ha dichiarato il Sindaco Gianguido D’Alberto questa mattina in conferenza stampa con l’Assessore all’Ambiente Martina Maranella e il Presidente della Team Sergio Saccomandi.

L’impianto, infatti, sulla scorta di un pre accordo già raggiunto con il Mote e la Poliservice, in futuro tratterà anche i rifiuti organici dei comuni serviti dalle due società di raccolta dei rifiuti, con l’obiettivo di una gestione consortile che dovrebbe portare anche alla tariffazione unica. Il progetto dovrà partire entro il 2023 ed essere operativo entro il 2026, in base alle scadenze fissate dal Ministero; tempi molto stretti, quindi e ritmi serrati per l’intero iter procedurale, burocratico e tecnico.

LA NOTA TECNICA DEL BIODIGESTORE DI CARAPOLLO

* Un biodigestore è un impianto all’interno del quale avviene la ‘digestione’, in assenza di ossigeno (anaerobica), della parte organica dei rifiuti solidi urbani (umida e verde), attraverso l’azione di appositi batteri. Il prodotto finale di questo processo sono biogas e un residuo di ‘digestato’.
* L’impianto è compatibile con l’ambiente, con la ‘neutralità climatica’, coerente con la decarbonizzazione e l’economia circolare per la mobilità sostenibile.
* A Carapollo, nel centro di raccolta e smistamento, la Teramo Ambiente realizzerà un biodigestore per la produzione di biometano da frazioni organiche dei rifiuti urbani, grazie al finanziamento di 28.104.478,70 euro assegnato al Comune di Teramo nell’ambito dell’Avviso M2C.1.1 I 1.1 Linea di intervento B del PNRR.
* Dalla biodigestione si otterrà energia, si ridurranno le emissioni di C02 e garantire il bio-combustibile per i veicoli pubblici, nonché alla flotta dei mezzi della Teramo Ambiente piuttosto del trasporto pubblico.
* La capacità dei biodigestore di Carapollo sarà di 35-40mila tonnellate all’anno di rifiuto organico della raccolta differenziata, ai quali possono essere aggiunti gli scarti dell’attività agricola.

* I BENEFICI sono:
– sostituire il gas naturale (risorsa non rinnovabile) con il bio-metano, il cosiddetto ‘Green gas’, ed utilizzarlo come combustibile per automazione, con parte residuale destinata ad impianti di cogenerazione per soddisfare;
– i consumi di energia elettrica e riscaldamento;
– eliminare l’impatto ambientale: si calcola la ‘digestione di 34.000-40.000 tonnellate di rifiuti organici, elimini l’equivalente di 170mila chilometri all’anno percorsi da un Tir con capacità di carico pari a 30 tonnellate: il risparmio in termini di C02 è pari a 120.000 kg all’anno;
– contenere il consumo di suolo e bonificare una ferita ambientale: a Carapollo l’impianto, contestualizzato nella zona circostante ed ecosostenibile, sorgerà al posto dell’inceneritore realizzato oltre 40 anni fa e spento’ da decenni, un ecomostro da archeologia industriale;
– ridurre il costo di conferimento (trasporto) dei rifiuti solidi urbani ad altro impianto e di smaltimento per Teramo capoluogo e per i comuni della provincia, eliminando anche il traffico dei mezzi sulla strada (economia stimata per 35.000-40.000 t pari a 1,4 milioni di euro/anno):
– ridurre il costo della bolletta;
– incrementare i posti di lavoro ‘green’ nel territorio provinciale.

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ASCOLTA SERGIO SACCOMANDI

INTERVENTO INGEGNERE PIERANDREA GIOSUE’

INTERVENTO DIRETTORE GENERALE AGIR LUCA ZACCAGNINI