Progetto Fa.c.e., la sfida di famiglie, scuole e quartieri: i primi risultati del progetto nazionale sbarcato a Teramo

TERAMO – L’educazione di qualità e la scuola come centro della comunità sono l’antidoto per la povertà educativa, contro la solitudine delle periferie e per affrontare esperienze come il lockdown.

E’ quanto emerge dal progetto nazionale FA.C.E – Farsi Comunità educanti, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa, giunto al secondo anno di età. Il progetto è affidato alla capofila Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, che porta con sé l’esperienza educativa di Reggio Emilia. Partendo da servizi integrativi per nidi e scuole d’infanzia, FA.C.E. coinvolge dal 2018 quattro contesti difficili sul territorio nazionale a Napoli, Palermo, Reggio Emilia e Teramo per costruire, grazie ad una educazione di qualità, luoghi, reti e legami che rafforzino le comunità.Oltre 2 mila i partecipanti e ora si sta lavorando per la ripartenza in autunno.In particolare per la città di Teramo, il progetto vede lavorare fianco a fianco l’Istituto Comprensivo Teramo 1 “Zippilli-Lucidi”, il Comune di Teramo e le associazioni Teramo Children e Deposito dei Segni.Iniziato nell’autunno 2018 ed entrato nel vivo nel 2019 e nel 2020, FA.C.E. ha coinvolto con le azioni pilota rivolte a genitori e bambini insieme oltre duemila persone. Più di Mille adulti, tra educatori, insegnanti, psicologi, pedagogisti, genitori, dirigenti scolastici, atelieristi, amministratori pubblici e circa 1.100 bambini in età fino ai 6 anni, iscritti e non iscritti ai servizi educativi. Queste piccole comunità intergenerazionali si sono mosse insieme, attorno ad attività pensate su misura per ogni territorio e co-progettate con le famiglie nell’ottica della rete, del benessere e della comunità educante.Piazze d’Incontro è il nome di quelle teramane: attività gratuite, al di là degli orari di frequenza di nidi e scuole d’infanzia, che possono costituire esperienze replicabili nel tempo e in altri luoghi. Un modo per conoscersi di più tra genitori e bambini, tra famiglie, vicinato e scuola, in cui la scuola ha saputo svolgere un ruolo di connessione tra i vari soggetti del quartiere e con istituzioni, servizi sanitari e sociali del territorio.

Secondo una prima valutazione, a cura della Fondazione Collegio Carlo Alberto, le famiglie hanno dato un riscontro positivo al progetto, esprimendo un voto alto: 9/10. Per i genitori è stato importante riuscire a superare la barriera di timore che a volte li separa da una vera conoscenza dei propri figli. Molto apprezzate le attività per affrontare il percorso di crescita ed educativo del bambino, per imparare a giocare insieme e gli approfondimenti sul tema dell’alimentazione.

Ora le quattro realtà territoriali, gli enti e le associazioni di Napoli, Palermo, Reggio Emilia e Teramo, coinvolti dal Progetto FA.C.E., stanno programmando la ripresa dell’autunno e riprogettando le azioni pilota. Vi saranno percorsi di incontri dedicati a genitori e bambini, ma suddivisi su più cicli, per permettere il rispetto delle norme sanitarie anti Covid-19.

 

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