ROMA – “E’ semplicemente scandaloso e grave che nei prossimi giorni, nella sede del Ministero delle imprese e del made in Italy, si celebrerà l’emissione di un francobollo per i 140 anni dalla nascita del fascista Italo Foschi. La biografia di Italo Foschi è quella di chi abbracciò in tutto e per tutto l’ideologia del Ventennio, tanto da aderire alla famigerata Repubblica di Salò”. Lo dichiara Michele Fina, senatore e tesoriere del Partito Democratico.

“Dalle pulsioni autoritarie contenute nella sciagurata riforma Costituzionale che questo governo cerca di imporre al Paese, passando per le manganellate agli studenti e per i tentativi di sottomettere la magistratura, fino ai busti del duce conservati a cara memoria e ai me ne frego travestititi da chi se ne frega, è un continuo rigurgito di pulsioni di chiara marca fascista. E’ bene ricordare sempre che la nostra Repubblica, la nostra democrazia, nascono non solo dalla lotta al Fascismo, ma dall’aver ripudiato proprio quegli elementi che sembrano tanto cari a molti esponenti di questo Governo. Cercheremo di impedire questo scempio”, conclude Fina.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario regionale del PD Abruzzo Daniele Marinelli, che ha dichiarato: “E’ vergognoso che il Ministero delle imprese e del made in Italy celebri con l’emissione di un francobollo i 140 anni dalla nascita del fascista Italo Foschi, con la scusa dell’essere stato il fondatore dell’a.s. Roma. Ed è singolare che la responsabile del settore filatelia del dicastero sia la sottosegretaria aquilana Fausta Bergamotto, abruzzese come Foschi (che era di Corropoli). Foschi ha un curriculum da specchiato fascista: seguace del gerarca Roberto Farinacci (che lo volle come federale di Roma); capo della squadraccia che devastò la casa dell’ex premier Francesco Saverio Nitti e le redazioni di vari giornali; annoverato tra i responsabili della persecuzione degli ebrei in Veneto e soprattutto ammiratore dell’assassino di Giacomo Matteotti, Amerigo Dumini, da lui definito ‘un eroe, degno di tutta la nostra ammirazione’. Il merito sportivo non può cancellare le malefatte di Foschi, che fu persino cacciato dal Partito nazionale fascista per ‘eccesso di squadrismo’ (e poi reintegrato). Chi ha fatto della violenza il proprio metodo di confronto politico non merita francobolli commemorativi ma solo l’oblio della storia. Storia che evidentemente questo governo non conosce o, peggio, finge di non conoscere”.