CASTELLALTO – STEM: un acronimo – sconosciuto ai più – che sta per Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica; un percorso promosso dal Ministero dell’istruzione per favorire la realizzazione di spazi laboratoriali e la dotazione di strumenti digitali, idonei a sostenere l’apprendimento curricolare e l’insegnamento delle discipline scientifiche nel nostro Paese.

Un ambito di intervento che vede in primissimo piano le istituzioni scolastiche , impegnate a dare un segnale e a fare da stimolo al cambiamento, in nome del ruolo che ”la scuola” ricopre; da questa consapevolezza è partito l’Istituto comprensivo “M. Hack” di Castellalto-Cellino, aderendo al progetto Girls Code It Better (GBIC), di Officina Futuro Fondazione W-Group, al quale partecipano 23 studentesse provenienti da tutta la scuola e  selezionate  tra le tante candidate.

Un progetto tutto al femminile nato dalla considerazione, un po’ amara, che anche il mondo delle STEM è caratterizzato da un fenomeno non proprio nuovo nel nostro Paese: il divario di genere, con le donne sottorappresentate nelle discipline scientifiche.  Consapevole che questo divario parte dalle scelte formative fino ad arrivare a quelle lavorative, l’Istituto ha sentito così  la necessità di modelli nuovi, che possono ispirare le studentesse ad intraprendere una carriera nel settore tecnologico e digitale.

Le ragazze hannoscelto di mettersi in gioco nell’ambito del progetto GCIB, che punta a formare dei club di studentesse della scuola media, che si incontrano regolarmente al di fuori dell’orario scolastico per diversi mesi. Il laboratorio, di 45 ore è guidato da un insegnante, il Coach Docente, e da un artigiano digitale esterno, il Coach Maker, che guidano le ragazze nello sviluppo di un tema – in ambito scientifico-tecnologico – e nella realizzazione di un progetto di rilevanza per la comunità scolastica e locale. Ciò che rende ancora più valido il percorso iniziato è l’attenzione alla crescita personale di ognuna di loro, con l’ottenimento di competenze legate al lavoro di gruppo, alla creazione di progetti e alla collaborazione, grazie all’utilizzo del metodo che si basa su un apprendimento “per problemi e progetti”.

Le due figure di riferimento hanno dunque lo scopo di aiutare le ragazze attraverso la scelta degli strumenti e di stimolare la loro creatività: imparare a imparare, risolvere problemi, lavorare in team, esercitare il pensiero critico, comunicare sono le competenze chiave che le ragazze sono chiamate a esercitare.

L’Istituto “M. Hack”, in accordo con le studentesse partecipanti, ha scelto di affrontare come tema la realizzazione di un artefatto che valorizzi i personaggi femminili contemporanei nelle aree scientifico-tecnologiche, attraverso la progettazione, la modellazione e stampa 3D, il web design e il web development. Nessun dubbio: Margherita Hack sarebbe fiera di loro!