(Ultimo aggiornamento: lunedì 5 novembre alle ore 20.12)

TERAMO – Dopo Torino e Bologna anche Teramo chiede la sospensione in via transitoria, fino alla conclusione dell’iter parlamentare, dell’applicazione del Decreto Legge Salvini sull’immigrazione. Questa mattina durante la riunione di giunta, in Municipio, e’ passata una delibera dove c’e’ la richiesta di sospensione del cosiddetto Decreto 113/2018, in materia di immigrazione e sicurezza, per rivalutarne l’impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori. Teramo e’ il terzo comune in Italia a farlo: da dire che la delibera, passata in Giunta, dovra’ passare al vaglio del Consiglio comunale. Ma il primo passo in Giunta e’ avvenuto.

Ecco il comunicato inviato in merito dal Comune di Teramo questo pomeriggio:

La  Giunta comunale  dice no al “decreto immigrazione e sicurezza” di Matteo Salvini. Con uno specifica atto, oggi, l’amministrazione ha deliberato di  chiedere al Ministero dell’Interno e al Governo di «sospendere in via transitoria fino alla conclusione dell’iter parlamentare» gli effetti dell’applicazione del Decreto Legge Salvini e aprire un confronto con le città italiane per valutare le ricadute concrete del provvedimento in termini economici, sociali e di sicurezza dei territori.

La delibera afferma che con l’approvazione del Decreto saranno vanificati gli sforzi fatti per arrivare a una equilibrata distribuzione delle persone accolte su tutto il territorio regionale e il lavoro fatto dallo Sprar. 

Nell’atto si ricorda che il Comune di Teramo ha messo in campo efficaci azioni volte all’implementazione di una solida  e diffusa rete di accoglienza Sprar e a una distribuzione equa e sostenibile delle persone accolte.

In merito al Progetto Territoriale SPRAR il cui Ente Titolare è il Comune di Teramo, precisiamo quanto segue:

  • il Progetto SPRAR di Teramo accoglie 100 uomini singoli.
  • nel Progetto SPRAR di Teramo non è prevista l’accoglienza per i nuclei familiari, per MSNA e per soggetti vulnerabili.

In merito a quest’ultima categoria, pur non prevedendo specifici posti per i vulnerabili, essendo la vulnerabilità una condizione fisica e/o psicologica che tende ad emergere o a manifestarsi anche in un periodo successivo all’arrivo presso lo SPRAR, in considerazione dei limitati posti ad hoc presenti a livello nazionale, il beneficiario portatore di specifiche esigenze psico-sanitarie resta comunque in accoglienza presso il Progetto.

L’ANCI nazionale ha stimato in 280 milioni di Euro i costi amministrativi che ricadranno sui Servizi sanitari territoriali e dei comuni, in conseguenza delle previsioni del  Decreto in questione, per l’assistenza ai soggetti vulnerabili, oggi a carico del sistema nazionale.