TERAMO – “I conti della TeAm non sono in buono stato, si rischia di portare i libri in tribunale”. A parlare l’Amministratore delegato di Teramo Ambiente Pietro Pelagatti che vive con molta attesa questi giorni, quelli che lo separano dall’ingresso del nuovo socio privato nella partecipata del Comune che gestisce la raccolta porta a porta dei rifiuti.
Dopo il rinvio della riunione dell’Assemblea dei soci per l’assenza del curatore fallimentare di Enertech Marco Basaglia, si attende la chiusura della procedura competitiva avviata dal Tribunale di Venezia (il 16 aprile), dove però nel frattempo è scesa come un’ombra la richiesta di concordato fallimentare.

Il presente dunque è vissuto con le problematiche quotidiane relative ai conti da dover far quadrare. Tante questioni aperte come quella dei debiti-crediti e con i vertici che hanno riaperto la procedura di arbitrato per i crediti inesegibili: “Noi abbiamo degli obblighi amministrativi – spiega Pelagatti – L’ho ripetuto più volte, dobbiamo far quadrare i numeri di bilancio, per il rispetto anche dei soci”.
Numeri che sono quasi al disastro e che rischiano di inficiare le situazioni di carattere tecnico-operative da dover affrontare come la rimodulazione del porta a porta. Insomma la TeAm in questo stato rischia di non arrivarci nemmeno alla gara.

Il Sindaco Gianguido D’Alberto sta facendo di tutto per mettere in difficoltà l’azienda – continua Pelagatti – Si è inventato tagli assurdi come gli 800.000 euro nel Piano economico finanziario del 2019 e soprattutto i 500.000 euro del consuntivo Pef del 2018, approvato dalla precedente gestione commissariale.  Il problema è che tagliando così di netto non ha fattto altro che mettere in difficoltà l’azienda dove il Comune oltre che essere socio è anche committente. Se ad un’impresa vengono tolti di colpo 500.000 euro, e si rischia di andare in perdita di 400.000 euro, il Bilancio come si risana?
Siamo d’accordo con il Sindaco quando dice che, aspettando l’esito della procedura competitiva, dobbiamo evitare azioni legali, che potrebbero determinare rotture tra soci, e di fare il possibile per il bene e la sopravvivenza dell’azienda ma, mi domando, chi stia davvero mettendo a rischio la TeAm: noi che stiamo cercando di salvaguardare i conti e i posti di lavoro o il Primo cittadino che sta prendendo delle decisioni in maniera arbitraria col rischio di portare l’azienda (che dice a parole di voler salvare) nel baratro, mettendo a rischio anche i dipendenti”.

E da un punto di vista operativo come procederà la rimodulazione del porta a porta?
“Tra breve si dovrà partire ma noi avevamo presentato un Piano economico finanziario, che ora ha subito dei forti tagli. Noi cercheremo di rispettare gli accorgimenti del Comune però arriveremo fin dove potremo farlo” – spiega ancora l’Amministratore.

A rischio dunque le isole ecologiche?
Potrebbe esserne rimodulato il numero, magari da 10 a 5, per fare un esempio. Ma cercheremo di fare tutto il possibile per rispettare gli impegni presi. Quello che voglio far capire è che tutte le azioni messe in campo dall’attuale governance sono per garantire la continuità e la sopravvivenza aziendale e mantenere il posto di lavoro per tutti e 190 i dipendenti, pensando anche all’efficienza dei servizi e cercando di mantenere lo standard”.

La data del 16 aprile vi spaventa?
No, anzi – prosegue Pelagatti – finalmente sapremo che strada perseguire e almeno avremo un interlocutore con il quale poter programmare e poter fare investimenti per il futuro e non per fare solo polemiche tutti i giorni. La priorità è quella di salvare l’Azienda”