Un personaggio: lo è diventato spianando strade e anche più, ripartendo da zero assoluto.

Era l’estate del 2008 quando un affermato imprenditore del nostro territorio, del quale si sapeva poco, iniziò la sua avventura nel Teramo Calcio. Fu accolto benissimo dalla città, Luciano Campitelli; per il suo fare e anche per il suo strafare. Per il suo saper vincere quasi sempre, anche investendo tantissimo, alla faccia degli immancabili costi dello Stadio, che incidevano con una proporzione incredibile sui primi bilanci!

Accettava tutto per il Teramo Calcio e per quella sua voglia smisurata di vincere, sempre e soltanto vincere: Luciano Campitelli ancora oggi è così, pur non vincendo più come una volta. Il calcio, infatti, non è mai stato una scienza esatta e prima o poi arrivano anche le sconfitte e le sofferenze; e sono pure cambiati i tempi. E’ arrivato il momento di dover procedere con una scelta risolutiva, magari anche forzata ma che appare essere inevitabile.

In un articolo precedente, provammo ad esporre questo concetto, evidentemente in maniera più rude: oggi ci riproviamo alla luce di una salvezza da conseguire in maniera molto meno difficile e in una fase nella quale si potrebbe programmare il futuro con calma e raziocinio, senza continuare a rincorrere una progettualità molto difficile anche per lo “stratega inossidabile” Luciano Campitelli, sottoposto ad un “logorio” antico di 11 stagioni trascorse al vertice del Teramo Calcio. Lo ha fatto da solo, peraltro, senza nulla togliere a coloro che lo stanno affiancando nell’ultimo periodo.

Non entriamo nel merito, poi, della “scomparsa” di quel fantastico connubio che si creò con la città e che non c’è più. Quella famosa e fantastica cavalcata sportiva, rimarrà per sempre ancorata alla maledetta estate del 2015: resteranno fasi inscindibili. Eppure la volontà smisurata messa comunque in campo da Luciano Campitelli ed il suo amore per il Teramo Calcio, hanno continuato a coniugarsi con l’orgoglio di una città mai calcisticamente penalizzata. Nonostante ciò, eravamo e siamo certi del fatto che il Presidente debba lasciarsi alle spalle una pagina di storia biancorossa tutta sua, che reciterebbe, più o meno, così: “vi lascio in eredità quel che ho costruito con voi in 11 anni di presidenza”.

Resterebbe nella storia, Luciano Campitelli, ma il futuro è adesso.