Teramo, l’integrazione al centro dello spettacolo di Emanuele Aldovrandi

TERAMO – “Assocerò sempre la tua faccia alle cose che esplodono” diretto da Vittorio Borsari, in scena per ACS Abruzzo e Molise Circuito Spettacolo al Teatro Comunale di Teramo venerdì 7 febbraio alle 21, e poi sabato 8 alle 21 al Teatro De Nardis di Orsogna e infine nell’ambito della XIII ed. di Strade domenica 9 alle 18.00 allo Spazio Nobelperlapace a San Demetrio Ne’ Vestini (AQ), nasce dalla talentuosa scrittura di Emanuele Aldovrandi, uno dei maggiori drammaturghi della
scena teatrale italiana e non solo. Nel 2013 si afferma nel mondo della scrittura vincendo il più importante riconoscimento italiano per drammaturghi emergenti: il Premio Tondelli con Homicide House, si è successivamente aggiudicato il Premio Nazionale Pirandello con Felicità, il Premio Fersen con Il Generale, il Premio Mario Fratti e il Premio Hystrio con Farfalle.

Il tema di fondo dello spettacolo è quello dell’integrazione delle seconde generazioni di immigrati in Europa, visto da diversi punti di vista: chi discrimina, chi parte come foreign fighter, chi cerca di integrare/integrarsi, chi sfrutta, chi viene sfruttato, chi cerca di approfittare della situazione e chi sceglie la violenza. Non si tratta certo di uno sguardo esaustivo sulla “realtà” – per quello sono molto più adatti i documentari o i reportage giornalistici – ma di aprire squarci di riflessione, con un approccio talvolta empatico talvolta concettuale, sulle dinamiche sociali del multiculturalismo nell’Europa contemporanea.

Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio quattro giovani e talentuosi artisti, Isabella Niloufar Picchioni, Petra Valentini, Massimo Scola e Paolo Bufalino, i quali cercheranno di fare chiarezza con ironia e originalità sui misteri che circondano questi archetipi contemporanei ormai.


“Non si può parlare di cosa significa essere europei, senza parlare dei sogni delle seconde e delle terze generazioni di immigrati.
Non si può parlare dei sogni delle seconde e delle terze generazioni di immigrati, senza parlare delle difficoltà d’integrazione.
Non si può parlare delle difficoltà d’integrazione, senza parlare del terrorismo di matrice islamica.
Non si può parlare del terrorismo di matrice islamica, senza parlare della politica coloniale degli stati europei.
Non si può parlare della politica coloniale degli stati europei, senza parlare di cosa significa essere europei.
Questo spettacolo parla di queste cose, della difficoltà di viverle e della difficoltà di parlarne”.

Emanuele Aldrovandi

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