Coronavirus, Confartigianato: dal 15 maggio “sciopero fiscale” se non arrivano soldi a fondo perduto

TERAMO – «Confartigianato Abruzzo ha partecipato all’incontro convocato dalla Regione Abruzzo con il vice Presidente Luciano Di Marzio e il Segretario Generale Regionale Daniele Di Marzio.

Sono stati due i punti all’ordine del giorno, Cassa integrazione in deroga e credito, nell’incontro tenutosi a l’Aquila il 29 aprile alle 12, in presenza del presidente Marsilio, – che dopo il saluto si è dovuto allontanare per altri incontri – e degli Assessori Mauro Febbo e Piero Fioretti che hanno ascoltato l’intervento del prof. Luciano Di Marzio, il quale ha chiesto a gran voce di:

1) far riaprire tutte le attività Artigiane, Commerciali, Industriali ed altre con decreto Regionale, in quanto il Governo ha vietato la riapertura fino al 1 Giugno 2020. Una situazione disastrosa economicamente per tutte le imprese coinvolte, venutasi a creare con la chiusura di tutte le attività imprenditoriali dovuta all’epidemia del Coronavirus o Covid 19.

2) concedere un importo a fondo perduto a tutte le imprese che sono state costrette a chiudere le loro attività. Inoltre, il presidente Di Marzio ha evidenziato che altre nazioni si sono comportate diversamente, sia per la chiusura che per gli aiuti economici versati subito sui conti correnti delle imprese – importi sufficienti al pagamento di tutte le spese in corso in questi mesi di chiusura.

Ciò a differenza del nostro Governo, che ha concesso solo garanzie alle banche fino ad arrivare al 100% dell’importo erogato e solo un importo di 600 euro, che in pochissimi hanno ricevuto.

Il presidente Di Marzio ha sostenuto che vanno bene le garanzie, anche se le banche sono state sempre garantite da tanti anni dai nostri Confidi, ma che purtroppo (non vanno sottovalutate, ndr) la grande burocrazia dello Stato Italiano e la marea di carte da riempire, sommate ai problemi delle banche stesse le quali, qualora l’impresa sia segnalata sulla CRIF o abbia avuto dei ritardi sui pagamenti, non erogano il finanziamento.

Altro problema è che inizialmente – come anche pubblicato sui siti, ma per fortuna subito corretto dall’ABI – l’importo concesso garantito al 100% dal Governo di 25.000 euro doveva servire a chiudere lo scoperto di conto corrente in essere e la differenza poteva essere resa disponibile sul conto corrente dell’impresa richiedente.

La Confartigianato Abruzzo si è anche preoccupata di quelle aziende che non raggiungono un fatturato annuale di 100.000 euro, che sono la stragrande maggioranza delle imprese Abruzzesi, con un documento firmato da tutte le sigle sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendeni.

Avevamo letto un articolo nel quale l’assessore Febbo annunciava che la Regione Abruzzo, non seguendo le disposizioni del Governo, avrebbe emesso un Decreto regionale nel quale autorizzava tutte le attività imprenditoriali a riaprire i loro negozi e laboratori. Facciamo presente che la nostra Regione è una di quelle che ha avuto meno morti rispetto alle altre regioni e quindi meno problemi di contagio. 

Abbiamo atteso fino a questa mattina ma non è stato fatto niente di quanto annunciato. Abbiamo letto il decreto regionale n. 50, nel quale la riapertura è stata limitata alle attività di tolettatura degli animali e non per le persone, che da tempo chiedono la riapertura delle attività di servizio – specialmente quelle che erogano servizi alle persone come barbieri, parrucchieri e estetiste oltre a tutte le altre.

Una Regione che promette e non mantiene non va bene, ci vuole coraggio cone hanno fatto altre regioni e noi come Confartigianato abbiamo assicurato il nostro appoggio incondizionato.

Se non arrivano i soldi a fondo perduto per pagare, dal 15 maggio “sciopero fiscale”».

Cosí in una nota Confartigianato Abruzzo.

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