Divieto E-Bike nel Parco: le osservazioni al Regolamento della Fiab Abruzzo e Molise

L’AQUILA – Il sottoscritto Gianni Di Francesco, in qualità di coordinatore regionale Abruzzo e Molise della FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – iscritta nell’elenco delle Associazioni di Protezione Ambientale ex art. 13 legge 8 luglio 1986, n. 349, in relazione alla bozza in oggetto, osserva quanto segue:
nella bozza di regolamento all’art. 2 – Definizioni – comma 1, lettera c), si legge:
“bicicletta con pedalata assistita”, è un velocipede alla cui azione propulsiva umana si aggiunge quella di un motore elettrico;
e nello stesso articolo e comma, lettera ss):
“velocipedi”, veicoli con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza.
A parere di questa Associazione la distinzione, utilizzata in successivi articoli onde limitare l’uso della bicicletta a pedalata assistita, non ha ragione di essere per i seguenti motivi:
– il Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n.285 – Codice della Strada – nel testo vigente, all’art. 50, definisce i velocipedi come di seguito riportati:
1. I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare.
2. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza.
Si ritiene, pertanto, che la definizione riportata dal Codice della Strada vada acquisita integralmente nel regolamento del Parco, in quanto le biciclette a pedalata assistita, come individuate nel sopra riportato articolo, sono dotate di motore di piccola potenza che ha esclusivamente funzioni di supporto alla pedalata, non potendo, in alcun modo, avere funzionamento autonomo.
Tale veicolo non va confuso con quelli dotati di un motore elettrico che entra in funzione in modo completamente indipendente dalla pedalata (detti anche S-Pedelec). Questi veicoli sono dotati di un acceleratore che determina il moto del mezzo e presentano delle caratteristiche più vicine ad un ciclomotore elettrico piuttosto che ad una bicicletta e come ciclomotore sono definiti dal codice della strada, con tutti gli obblighi che ne derivano (assicurazione, immatricolazione, targa e casco).
Al contrario la bici elettrica a pedalata assistita (o Pedelec) è dotata di un motore elettrico che entra in funzione solo in relazione alla pedalata. È il moto delle gambe a determinare lo spostamento del mezzo, mentre il motore si limita alla funzione di accompagnare il ciclista ottimizzando le energie.
Quanto sopra è valido anche come osservazione relativa al comma 4 dell’art. 112 della bozza di Regolamento, che testualmente recita:

Su tutto il territorio del Parco, è consentito accedere con velocipedi e praticare l’escursionismo a cavallo esclusivamente lungo i percorsi individuati dall’Ente Parco e, ad eccezione della zona a, lungo le strade silvo-pastorali e lungo la viabilità stradale ordinaria. L’uso delle biciclette a pedalata assistita, conformi a quanto previsto dal comma 1 dell’art. 50 del citato D. Lgs. n. 285/92, è consentito esclusivamente lungo la viabilità ordinaria di cui all’art. 109,co. 1.
La limitazione di circolazione alle biciclette a pedalata assistita, che il Codice della Strada assimila ai velocipedi ad esclusiva pedalata muscolare, non ha senso per le motivazioni sopra esposte, in quanto, giova ulteriormente sottolineare, l’ausilio del motorino elettrico è attivato esclusivamente dalla pedalata. Naturalmente l’utilizzo di tale mezzo favorisce una più ampia diffusione del mezzo e il suo utilizzo anche a categorie di persone che, con una bicicletta ad esclusiva propulsione muscolare avrebbero difficoltà ad approcciare alcuni dislivelli, ma in territorio montano l’utilizzo della bicicletta a pedalata assistita, in particolare per percorrere sentieri, è quasi totale appannaggio di ciclisti che già usano la mountain bike e che sono passati alla pedalata assistita per la naturale evoluzione del mezzo che, nei prossimi anni, sarà sempre più venduto in allestimento e-bike.
Tra l’altro i numeri estrapolati da una ricerca condotta dal National Institute for Transportation and Communities dimostrano che la diffusione della bicicletta a pedalata assistita favorisce la diminuzione dell’uso delle automobili, e in un’area protetta questo va visto come opportunità, e non come rischio.
Infatti anche la “Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette”, associazione volontaria gestita dalla Federazione Europarc, che unisce 107 aree protette di 13 Paesi Europei, prevede che:
I flussi di visitatori devo essere monitorati e tenuti sotto controllo al fine di ridurne
l’impatto potenzialmente negativo sull’ambiente, sul paesaggio e sul patrimonio
dell’area. Ciò significa: (omissis) promuovere l’uso del trasporto pubblico, della
bicicletta e della passeggiata come alternative ai mezzi di trasporto privati: si porteranno
avanti iniziative promozionali per incoraggiare l’uso del trasporto pubblico sia per
l’accesso all’area protetta che alle zone circostanti. La riduzione del traffico automobilistico, così come la promozione dell’uso della bicicletta e della passeggiata, saranno una priorità;
e ancora: viii. Controllo del numero di turisti (omissis) Controllo del traffico: per recarsi in, o muoversi all’interno di, un’area protetta sarebbe opportuno utilizzare, ove possibile, i mezzi di trasporto pubblico, la bicicletta o la passeggiata. L’azienda quindi fornirà ai propri clienti informazioni su come raggiungere le destinazioni con i mezzi pubblici. Cercherà anche di organizzare dei punti di raccolta presso le stazioni ferroviarie o le autostazioni.
e tra i 10 principi della Carta:
Monitorare e influenzare i flussi di visitatori per ridurre gli impatti negativi: (omissis) •promuovendo l’uso dei mezzi di trasporto pubblico, della bicicletta e della passeggiata come alternativa ai mezzi di trasporto privati.
La Commissione Europea, nella comunicazione del 2003 dal titolo “Orientamenti di base per la sostenibilità del turismo europeo”, sottolinea l’estrema importanza della sostenibilità del turismo europeo, e nel 2006, in una Comunicazione dal titolo “Rinnovare la politica comunitaria per il turismo: una partnership più forte per il turismo europeo”, lancia un Gruppo per la sostenibilità del turismo (Tourism Sustainability Group – TSG). Il TSG pubblica, nel febbraio 2007, un rapporto sul tema “Azione per un turismo europeo più sostenibile”, nel quale si definiscono otto obiettivi chiave per la sostenibilità del turismo europeo e si stabiliscono i meccanismi di attuazione per il raggiungimento di tali obiettivi. In uno di questi obiettivi (Affrontare l’impatto dei trasporti turistici) e in uno dei meccanismi consigliati (Turisti responsabili), si individua la bicicletta quale mezzo di trasporto sostenibile per fini turistici.
A seguito dell’entrata in vigore del TRATTATO DI LISBONA, nel dicembre 2009, il turismo entra a far parte ufficialmente degli obiettivi dell’Unione Europea, e nell’ambito del nuovo quadro normativo, nel 2010, con la pubblicazione di una comunicazione ad hoc (L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo), la Commissione Europea ha indicato 4 obiettivi prioritari da raggiungersi attraverso 21 azioni specifiche.
Nella citata
comunicazione viene indicata esplicitamente, nella prospettiva di promozione del turismo in bicicletta l’opportunità di estendere questa tipologia turistica “alle regioni della rete Natura 2000, che coprono più del 17% del territorio europeo e rappresentano zone d’interesse per il turismo, a condizione che si rispettino i principi di conservazione degli spazi naturali interessati”.
L’importanza della bicicletta come mezzo per promuovere la sostenibilità in generale e per contribuire alla salvaguardia degli ambienti naturali è testimoniata, oltre che da numerosi studi di settore, anche dal recente progetto Life16 GIE/IT/000700 “SIC2SIC – In bici attraverso la Rete Natura 2000 italiana” (si veda il sito web https://lifesic2sic.eu/) promosso da ISPRA con la collaborazione di FIAB cittadinanza alla tutela della biodiversità nei siti della Rete Natura 2000.
La Rete, insieme all’intero sistema delle Aree Protette (Parchi Nazionali, Regionali etc.), copre circa il 21% del territorio nazionale e custodisce un importante patrimonio di biodiversità, seriamente minacciato e a rischio di estinzione soprattutto per distruzione, degrado e frammentazione degli habitat, introduzione di specie esotiche invasive e sovrasfruttamento di risorse e specie. Ciò è in parte imputabile alla scarsa conoscenza dei Siti della Rete da parte della cittadinanza, alla mancanza di un fattivo dialogo tra popolazioni e istituzioni, e alla scarsa conoscenza del ruolo delle istituzioni comunitarie nella progettazione, nella gestione e nel finanziamento della Rete.
In questo quadro il progetto Life Sic2Sic ha, tra gli obiettivi principali, anche la la promozione di comportamenti ecosostenibili nella fruizione del territorio (itinerari ciclistici e turismo sostenibile) oltre all’attivazione di un modello collaborativo tra tutti i soggetti che compongono la governance territoriale, come modello di azione di policy per moltiplicare i benefici economici e sociali della Rete.
L’Ente Parco potrebbe, di concerto con l’ISPRA e con gli altri partner di progetto, inserirsi all’interno dell’esperienza portandone i risultati e le conoscenze nel proprio territorio.
Si propone quindi, nello spirito di collaborazione tra associazioni ed Ente Parco, avendo sempre ben presente la missione prioritaria di conservazione e tutela della natura, di eliminare la distinzione tra bicicletta a pedalata muscolare e bicicletta a pedalata assistita, facendo esclusivo riferimento alla definizione di cui all’art. 50 del Codice della Strada, eliminando, nel contempo, il divieto della bicicletta a pedalata assistita in contesti dove è ammessa la sola bicicletta a pedalata muscolare.
Si propone altresì di individuare, nella rete sentieristica del Parco, gli itinerari a prevalente
percorrenza ciclistica e/o a percorrenza mista – ciclistica e pedonale – segnalati da apposita tabellonistica di direzione ed esplicativa sui comportamenti da tenere, dedicata a tutti i fruitori dei percorsi (per i mountain biker si segnala il il Codice di Comportamento adottato negli USA, stabilito dalla National Off Road Bicycle Association, comunemente chiamato Codice NORBA o l’analogo regolamento della IMBA – International Mountain Bicycle Association).
Si evidenzia, inoltre, la necessità di individuare, con gli Enti competenti, appositi percorsi ed aree per attività ciclistica escursionistica e sportiva (i cosiddetti bike park), in modo da disciplinare ulteriormente l’utilizzo della bicicletta anche per iniziative sportive ed attività sportive di gruppo ed individuali.
Si segnala, infine, che la Regione Abruzzo ha recentemente istituito la figura dell’accompagnatore cicloturistico, soggetto appositamente formato con apposito corso ed iscritto ad uno specifico albo. Sarebbe opportuno individuare, nel regolamento, anche tale figura tra quelle abilitate all’accompagnamento dei turisti in bicicletta, anche a seguito di protocolli di intesa tra Regione ed Ente Parco onde inserire, tra le attività formative, lezioni specifiche sull’attività in aree protette e/o tramite attivazione di specifico ulteriore corso formativo da effettuare a cura e/o sotto il coordinamento dell’Ente Parco stesso.
La FIAB resta a disposizione, tramite il proprio Centro Studi ed Area Tecnica, per collaborare con l’Ente Parco per tutte le attività sopra riportate, anche in sinergia con altre associazioni e/o Enti, onde favorire un corretto utilizzo della bicicletta come strumento turistico e di tutela dell’ambiente.

Il coordinatore FIAB Abruzzo-Molise Gianni Di Francesco

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