TERAMO CALCIO: LUCIANO CAMPITELLI SI FA DEL MALE AMPLIFICANDO I LIMITI DELLA SUA SQUADRA

Se il Teramo Calcio è la società che vanta il miglior minutaggio per l’utilizzo di under dell’intero girone B di serie C, e se è terza assoluta in tutta la categoria, bisogna essere pronti a goderne sia i benefici, sia le inevitabili conseguenze.

Basterebbe essere chiari, dire apertamente che questa è la politica aziendale e che anche quest’anno si dovrà più soffrire che gioire, che i rendimenti importanti saranno pochi e che quelli appena sufficienti, decisamente più frequenti: crediamo che la tifoseria sappia farsene una ragione, perché è matura per comprendere e per apprezzare che il calcio professionistico sia un vero patrimonio di Teramo Città, che non ne vanta molti altri.

Invece, da queste parti, si alza il tiro, e di tanto, troppo frequentemente.

Se a farlo è il tifoso, ci sta; se a farlo è il Presidente Luciano Campitelli, ci sta molto meno. Anzi, non ci sta proprio. Le dichiarazioni del post-partita contro il Renate rappresentano un’altra tappa da includere tra le esternazioni meno felici di sempre che, se fossero rimaste circoscritte a quei momenti, avrebbero avuto un peso specifico importante, e basta. Se ribadite il giorno seguente, invece, vanno censurate, anzi condannate.

Ne va di mezzo il rispetto che si deve a chicchessia e ancor di più ad un manipolo di ragazzini che, seppur professionisti a 18-20 anni, corrono il serio rischio di confondere il ruolo del Presidente con quello del “padrone”, figura che non esiste più, fortunatamente.

Bene ha fatto Agenore Maurizi, il quale, il giorno dopo, ha radunato sì la squadra, ma non l’ha fatta allenare, evitando di far correre ulteriori rischi di natura fisica ad una rosa che, di problemi, ne ha sin troppi (prima o poi affronteremo quello legato al fondo del Bonolis).

Una considerazione “extra”, al termine: non è vero che i giornalisti teramani ci sguazzino, in situazioni di questo tipo, anzi! Personalmente, conoscendo Luciano Campitelli, al quale sono affezionato molto più di quanto si pensi, l’ho vanamente invitato a non entrare in sala stampa, sabato scorso. Non era difficile prevederne le conseguenze.

Devo purtroppo ammettere che sia andato anche oltre!

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