Conte lancia piano ambizioso: dati sanitari ok, l’Italia riparte. Dalla UE 750 miliardi. Investire su alta velocità Pescara-Lecce e Pescara-Roma

ROMA – “Il sistema di controllo epidemiologico che abbiamo adottato sta funzionano: i dati lo confermano. A distanza di un mese dall’inizio della Fase 2 i numeri sono incoraggianti”. Lo ha detto il Premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa odierna da Palazzo Chigi.

Le riaperture progressive che abbiamo adottato sono state la via più giusta. Ora è giusto tornare ad una nuova socialità, ma è bene ricordarsi che se siamo in una condizione di sicurezza è perché insieme abbiamo accettato di compiere dei sacrifici e di modificare le nostre abitudini di vita.

Le uniche misure utili rimangono il distanziamento sociale e le mascherine, ove necessarie. Il virus non è scomparso e i contagi, seppure in forte calo, lo confermano.

A livello europeo i ministri preposti stanno lavorando per rafforzare le connessioni europee, anche in vista della stagione turistica estiva. Ora è il momento di puntare sulla ripartenza di tutti i settori.

In tre mesi abbiamo stanziato 80 miliardi, pari a tre finanziarie, introducendo strumenti nuovi volti a molteplici settori. Ci rendiamo però conto dei forti ritardi e degli impedimenti burocratici, di cui già ho chiesto scusa.

Queste misure sono però solo l’inizio, occorre tornare a intervenire con nuove misure, più efficaci, su alcuni settori economici.

Recupero le parole del Presidente Mattarella: occorre recuperare i nostri valori fondanti per affrontare questa delicata fase, in cui avremo la possibilità di cambiare davvero le cose.

L’Unione Europea sta mettendo a punto un piano da 750 miliardi, destinati alla ripartenza. E noi dovremo farci trovare pronti con un disegno riformista ampio: dobbiamo saper spendere bene i fondi europei, rilanciare gli investimenti, le infrastrutture e la digitalizzazione dell’Italia.

Dobbiamo puntare molto sull’istruzione e sulla ricerca, essere attrattivi per i giovani.

Un altro settore su cui occorre intervenire rapidamente è quello della giustizia, che rende l’Italia un paese ostico per le aziende.

Siamo al lavoro su una riforma del fisco, che è ad oggi iniquo e necessita di un aggiornamento.

Lo dico chiaramente: i fondi europei, non sono un tesoretto del governo in carica, da usare a proprio uso e consumo. Sono una risorsa al servizio del paese che va sfruttata al meglio. Convocherò in una settimana tutte le parti che possono contribuire a questa fase: le parti sociali e le menti più brillanti, oltre alle commissioni preposte.

La negoziazione europea è importante e fondamentale per il nostro futuro, ma è la via che ci conduce verso un futuro brillante.

Conte ha poi risposto alle domande  dei giornalisti: parteciperemo ai progetti SURE e BEI dell’Europa, ma per quanto riguarda il MES rimango dell’idea che occorrono più dettagli su questo strumento ed una discussione in parlamento.  Ricordo a tutti che queste sono pur sempre risorse a prestito: non sono soldi regalati e occorre una valutazione attenta.

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