Teramo calcio, non c’è bacio senza una carezza

Parlando del Teramo calcio, non direi che si sia dinanzi ad un fallimento tecnico: è una classificazione troppo grande e prematura.

Ci sono ancora i play-off da disputare che apriranno nuovi scenari e che devono farci ricordare che la “palla è rotonda e che tutto, o nulla, può ancora accadere”; il Cosenza di Piero Braglia, appena due anni or sono, ce lo ricorda, riportandocelo alla mente.

Dobbiamo farla finita di parlare di “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto“; sa di politica sorpassata, che scivola oramai sul piano inclinato della più totale indifferenza di chi vive il calcio ancora con passione. Il vero fallimento è stato sociologico, motivazionale: è stato il mancato coinvolgimento della gente comune e degli sportivi, di una comunicazione sbagliata e di un silenzio stampa che ha del grottesco, di allenamenti a porte chiuse, di “tifosi clienti”, di prese di posizione, non comprese da tanti, nei riguardi della Bonolis e di parole, atti e frasi, che non si coniugano con chi ha rappresentato e rappresenterebbe ancora la cultura teramana.

Tutto questo sa di fallimento, non esistendo mai un bacio senza una carezza che lo accompagni.

Mi auguro che queste, che restano mie convinzioni, vengano interpretate nella maniera giusta, perchè nel calcio c’è sempre da imparare.

Vittorio Pompa

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