La “maledizione” della Cultura a Teramo: non toccate quella delega

TERAMO – La “maledizione” della delega alla Cultura colpisce ancora. Chi la tocca “muore”, politicamente parlando.  Di oggi le dimissioni dopo 15 mesi dell’Assessore Luigi Ponziani, ma proprio non c’è pace per questo incarico al Comune di Teramo, dove negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a tante vicissitudi e dimissioni. Fu Pierluigi Montauti dell’allora Giunta Sperandio che alzò bandiera bianca ad un certo punto. L’epopea più sfortunata, che la memoria ricordi, fu vissuta però nell’epoca “brucchiana”:  esattamente nel secondo mandato Brucchi dove assistemmo ad una valzer di incarichi che cominciò con l’Assessore Lucantoni (che finì poi alle Scuole dopo il rimpasto), poi venne l’Assessore esterno Marco Chiarini che si dimise dopo pochi mesi, tanto che il Sindaco Brucchi decise di tenerla per sè ed infine fu assegnata a Caterina Provvisiero (incarico durato pochi mesi fino alla sfiducia). Nel primo mandato Brucchi la delega decise di tenerla per sè e forse fu proprio questa la chiave vincente. Potrebbe essere addirittura un suggerimento per l’attuale Primo cittadino D’Alberto.

In questo ventennio sfortunato in realtà l’unico a non essere toccato da questa sorta di “maledizione” fu Mauro Di Dalmazio, che nell’allora Giunta Chiodi, riuscì a resistere ben 4 anni, prima di finire in Regione Abruzzo assieme allo stesso Gianni Chiodi. Il suo incarico, come tutti ricordano, è stato segnato dai grandi eventi, dalla Notte Bianca a Teramo città aperta al mondo, in un periodo dove però c’erano fondi e personale.

Paradossalmente proprio Mauro Di Dalmazio è accreditato come più papabile per l’Assessorarato appena lasciato da Gigi Ponziani.

Che farà ora il Sindaco Di Teramo? C’è chi invoca subito un rimpasto di peso, ma in realtà D’Alberto potrebbe anche decidere di tenere, per ora, la delega tutta per sè e non muoversi in tal senso. Del resto, ci permettiamo un suggerimento: per chi la volesse, o qualora arrivasse la proposta,  si ricordi della “maledizione” della Cultura a Teramo. Non la prenda, è una iattura, scelga altro. Mala tempora currunt…

 

 

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