H2O e No Hub su decreto Semplificazioni: “semplifica” la vita agli inquinatori, da Bussi al gasdotto Sulmona-Foligno

PESCARA – “Nel DL ‘Semplificazioni’ ci sono veri e propri regali agli inquinatori che, se confermati, avranno un impatto negativo anche in Abruzzo, da Bussi al gasdotto Sulmona-Foligno passando per molte altre opere dannose e impattanti”. Così stamattina in una conferenza stampa il Forum H2O e il Coordinamento No Hub del Gas hanno illustrato sulla spiaggia di Pescara i contenuti della Campagna nazionale ‘Per il Clima, Fuori dal Fossile’ che in questi giorni, assieme ad altre 170 organizzazioni nazionali e locali, ha elaborato un dossier sul Decreto per evidenziarne le criticità e inviato ai parlamentari ben 34 proposte di emendamenti al testo.

“I parlamentari abruzzesi si impegnino per cambiare diversi articoli nell’iter di conversione in legge del Decreto – hanno continuano gli ambientalisti – ripristinando norme che garantiscano la partecipazione qualificata dei cittadini nei processi decisionali e una reale sostenibilità ambientale per combattere i cambiamenti climatici senza favori ai ‘fossili’. Per Bussi e per gli altri siti inquinati abruzzesi che devono essere bonificati  si introduce la paradossale norma di pemettere il rilascio del certificato dell’avvenuta bonifica per i soli suoli, con tanto di svincolo delle fidejussioni che gli inquinatori, in questo caso Edison, devono versare come assicurazione per i lavori da svolgere. E le acque di falda, che sono fortemente contaminate da cancerogeni e sostanze tossiche e che hanno bisogno di interventi che durano decenni, che fine faranno?”

“Guarda caso nel Decreto vi è pure un intervento che riguarda una norma che proprio per Bussi ha fatto molto discutere nelle settimane scorse, al momento dell’annullamento della gara da parte del direttore del Ministero dell’Ambiente Lo Presti. L’Art.242-bis del Testo Unico dell’Ambiente, introdotto nel 2014 proprio per velocizzare i lavori di bonifica, permette di agire saltando alcuni passaggi burocratici e andando direttamente alla bonifica integrale, rispettando però le stringenti Concentrazioni Soglia di Contaminazione. Proprio quello che ci vorrebbe per Bussi. Invece, come abbiamo visto, il Ministero ha annullato quella procedura e ora sta procedendo con l’iter ‘ordinario’, che prevede bonifiche molto meno costose e meno profonde. Ebbene, il modello negativo usato per Bussi diventa norma estesa a tutta Italia visto che in tutti i SIN italiani, le aree più inquinate, da Taranto a Brindisi, da Marghera a Falconara, per legge non si potrà usare la procedura semplificata e più veloce ma quella ordinaria, più lenta”.

“Infine una vera chicca: oggi nei SIN come Bussi si procede direttamente alla caratterizzazione con maglia ‘stretta’, cioè si cercano i contaminanti in maniera molto dettagliata (maglia di 50 metri per 50 metri) – incalza H2O – Con il DL si trattano i SIN come qualsiasi altro sito, come una qualsiasi pompa di benzina, introducendo un nuovo passaggio burocratico, l’analisi preliminare ambientale, con la ricerca dei contaminanti in forma più grossolana (ad esempio, maglia 200 metri per 200 metri) con il rischio di non trovare rifiuti o terreni contaminati che invece ci sono e dichiarare come non inquinato un sito che lo è nella realtà. Solo se le aziende hanno, potremmo dire, la ‘sfortuna’ di trovare un punto contaminato dovranno proseguire con la caratterizzazione approfondita”.

“Il Decreto poi punta, a parole, sulla ‘green economy’ – affermano ancora gli ambientalisti – però si introducono ben due norme che calpestano gli usi civici, territori che devono essere gestiti dalle comunità locali e che sono tutelati a livello costituzionale, per realizzare…gasdotti, cioè opere fossili. La questione del passaggio del gasdotto Sulmona-Foligno su terreni gravati da uso civico è nota e costituisce una delle maggiori problematiche da superare per la SNAM. Oggi il Governo soccorre le opere ‘fossili’ che se realizzate ora vincolerebbero l’economia italiana alle fonti fossili fino al 2070, alla faccia dell’accordo di Parigi e all’urgenza di combattere i cambiamenti climatici abbandonando petrolio, carbone e gas entro il 2050. Infine si taglia la partecipazione dei cittadini dimezzando da 60 a 30 giorni il tempo per poter depositare le osservazioni alle Valutazioni di Impatto Ambientale. Per progetti come Ombrina, Bomba sarebbe stato determinante in negativo se avessimo avuto solo 30 giorni per studiare centinaia di elaborati tecnici. Quindi per opporci a un futuro pozzo petrolifero o uno stoccaggio di gas avremo metà del tempo”.

“La Campagna Nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile! NON SI FERMA anche in Abruzzo – concludono le associazioni – ed invita tutte le realtà territoriali che si battono contro le grandi e piccole opere e gli impianti energetici e industriali nocivi inquinanti climalteranti.  Oggi, con iniziative svolte in contemporanea in diverse località costiere dell’Italia, chiediamo: la sospensione di finanziamenti pubblici a chi opera nelle fonti fossili (19 miliardi) e il rilancio di un piano di investimenti per le bonifiche dei siti inquinanti (come Bussi) e per le energie rinnovabili; dire No al recente DL ‘Semplificazioni’ che riduce la partecipazione alle Valutazioni di Impatto Ambientale, favorisce bonifiche di facciata smantellando le priorità non ancora ottemperate dei Siti di Interesse Nazionale SIN e facilita le autorizzazioni per nuovi gasdotti; la chiusura di tutte le centrali a carbone ancora attive e contro la realizzazione di nuove centrali turbogas; fermare il progetto di un’Italia Hub e piattaforma europea del gas, perforata da nuovi metanodotti, rigassificatori e trivellazioni. No ai progetti SNAM dell’Appennino, No alla centrale di compressione a Sulmona che devastano il nostro territorio già sismico ed altamente franoso”.

La pagina facebook nazionale della campagna “Per il clima fuori dal fossile”

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