VIDEO | PRATI DI TIVO, DANNEGGIATI IMPIANTI: DENUNCIA DEL GESTORE FINORI. DIEGO DI BONAVENTURA: “UN ATTO DI SABOTAGGIO”

TERAMO – Come avevamo anticipato, stamane sono stati danneggiati gli impianti di risalita della stazione sciistica di Prati di Tivo. Questa mattina Marco Finori, presidente dell’omonima società che gestisce la struttura, e Gabriele Di Natale, liquidatore della Gran Sasso Teramano, sono stati in Procura a Teramo hann sporto formale denuncia. E’ stato di fatto tranciato un cavo della cabinovia e da quanto si è appreso, dalla dinamica sarebbe chiaro ed evidente come l’atto sia stato portato avanti da parte di ignoti vandali e sabotatori.

“C’è un interesse del partito dei “no-Prati”», dice il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, «Ecco, forse le difficoltà degli ultimi anni sono dovute ad un progetto non chiaro o forse ad un progetto che c’è in atto e che noi stiamo cercando di scardinare insieme a tutta la compagine, perché per noi vale più governare secondo gli interessi di tanti che quelli di pochi. Io ho il bisogno di rilanciare questa montagna, affinché porti un turismo nazionale e non mi fermerà nessuno. Solo la morte puo’ fermarmi.

Ascoltiamo le dichiarazioni del presidente Di Bonaventura.

Questo il comunicato dell’ente provinciale su quanto accaduto:

Cabinovia di Prati di Tivo: danneggiamenti ai cavi elettrici
Il liquidatore della società Gran Sasso ha provveduto a presentare un esposto in Procura
Teramo 1 febbraio 2019. In seguito all’ispezione degli impianti della cabinovia di Prati di Tivo sono stati riscontrati danneggiamenti ai cavi elettrici del circuito di sicurezza. Alcune circostanze portano a non escludere la matrice dolosa. Questa mattina il liquidatore della Gran sasso teramano, Gabriele Di Natale, e il gestore Marco Finori, si sono recati in Procura per denunciare l’accaduto.
Stando ai tecnici il danno potrà essere riparato in 24/48 ore: l’impianto oggi è chiuso e lo sarebbe stato comunque a causa del forte vento.
“Rammarico e tristezza per quello che è accaduto – dichiara il presidente Diego Di Bonaventura – per quanto ci riguarda questo comporterà solo una maggiore attenzione e un maggiore impegno verso il progetto di rinascita della montagna che abbiamo in mente e che, se la natura dolosa dovesse essere accertata, evidentemente non piace a qualcuno. Noi non arretreremo di un passo”

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